Bergamo, 27 novembre 2017 - Senza conoscenza, con la testa abbandonata sulla spalla della madre, che lo portava fasciato in un marsupio sulle spalle. Una tragedia ancora senza spiegazione quella di un bimbo di soli due mesi, mamma e papà senegalesi, che è morto all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dopo il ricovero nel reparto di patologia neonatale.

Lì era arrivato in condizioni disperate. Secondo le prime informazioni, il piccolo si era sentito male venerdì, mentre era sulle spalle della mamma, avvolto in quella sorta di zaino artigianale che è tradizione in Africa: semplicemente un velo piuttosto ampio piegato dalla donna. Mamma e figlio in quel momento si trovavano al Conventino di Bergamo, una casa di accoglienza per le persone in condizioni di fragilità, struttura vicina ai bisognosi, in particolare agli stranieri che si trovano nel territorio della Bergamasca. La giovane madre del neonato ci era andata perché doveva ritirare dei pannolini al Centro aiuto alla vita, che ha sede proprio in quella via. Si tratta di un progetto di comunità a servizio delle donne o di coppie con problemi, anche di natura economica. Mentre la giovane mamma stava aspettando di ritirare i pannolini, una addetta del centro si è accorta che il bambino che la donna teneva nel marsupio stava rigurgitando. La mamma portando il figlioletto sulle spalle non aveva notato nulla. L’allarme è stato immediato, anche perché ci è subito resi conto che la situazione era davvero grave: la centrale operativa del 118 ha inviato sul posto un’ambulanza e un’automedica, e quando il personale sanitario ha raggiunto la sede del Conventino, le condizioni del piccolo erano critiche. Stava soffocando nel suo stesso rigurgito. Caricato in ambulanza, in pochi minuti è stato trasportato all’ospedale cittadino, particolarmente attrezzato per le patologie che riguardano i bambini. 

Il quadro clinico era disperato, se non addirittura compromesso, e ieri mattina il suo cuoricino ha smesso di battere. Il caso è stato segnalato subito alla Procura da parte dalla polizia. Direttamente dall’agente che lavora al posto di polizia dello stesso centro clinico, che ha spedito ai superiori una relazione dettagliata poi inoltrata al magistrato. La segnalazione è arrivata sul tavolo del pm di turno, Letizia Ruggeri (la stessa che si è occupata dell’omicidio di Yara Gambirasio e del processo a Massimo Bossetti) che ha aperto un fascicolo d’inchiesta, ma al momento senza notizie di reato. Un caso che la pm considera abbastanza chiaro, al punto da risparmiare al corpo del piccolo anche lo strazio dell’autopsia.