Bergamo, 7 settembre 2017 - Una storia dai contorni ancora tutti da chiarire è stata immortalata ieri nelle foto di una “guardia per l’ambiente” di Bergamo. La “guardia” intorno alle 10.15 stava transitando in auto in via Quintino, dalle parti di Valtesse. Davanti a lei c’era un furgoncino per la raccolte dei rifiuti della società Aprica, accostato. Un gregge stava pascolando su un prato di fronte alla Scuola svizzera, quando un pastore si è allontanato dagli animali e si è avviato verso il camioncino: in mano aveva un agnellino vivo tenuto per la collottola. Raggiunto il mezzo, secondo la testimonianza, il pastore avrebbe gettato l’animale nel cassone per i rifiuti. Il conducente poi è partito verso via San Colombano.

L'ambientalista ha allertato le forze dell’ordine. Sul posto in pochi minuti è arrivata una volante della questura. In via Vacha gli agenti hanno intimato al conducente del furgone di fermarsi. L’addetto ha raccontato che aveva accettato di trasportare l’animale per fare un piacere a una terza persona. Poco dopo in zona è arrivata una seconda volante che ha identificato il conducente. È stato chiamato anche un veterinario dell’Ats per constatare le condizioni dell’agnellino, redigendo un verbale consegnato agli agenti. Alla scena hanno assistito anche i due pastori che hanno raccontato che l’agnellino, poi riportato al gregge, era destinato a un bambino. L’associazione Guardie per l’ambiente ha già annunciato un esposto. Sulla vicenda è intervenuta anche la garante per i diritti degli animali al Comune di Bergamo, Paola Brambilla, che non ha escluso di inoltrare un esposto in Procura. «Si è trattato di una leggerezza da parte del nostro operatore, che ha oltre 30 anni di esperienza – commenta Renato Pennacchia, responsabile settore movimento dell’azienda –. Da quello che mi è stato riferito, il nostro operatore voleva fare una sorpresa alla nipotina e il giorno dopo avrebbe riportato l’agnellino ai pastori. Certamente prenderemo dei provvedimenti affinché episodi del genere non accadano più».