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9 ott 2021

"Lesbica", un anno di vessazioni. Azienda sanitaria deve risarcirla

L’avvocato della donna: " Battutacce irripetibili La molestia è subdola e va sempre denunciata"

9 ott 2021
luca mignani
Cronaca
epa08876619 Women kiss during a vigil set in front of the Congress where a new abortion law is debated, in Buenos Aires, Argentina, 11 December 2020. The new abortion bill would allow to get an abortion until the 14th week of pregnancy.  EPA/Juan Ignacio Roncoroni
Una coppia
epa08876619 Women kiss during a vigil set in front of the Congress where a new abortion law is debated, in Buenos Aires, Argentina, 11 December 2020. The new abortion bill would allow to get an abortion until the 14th week of pregnancy.  EPA/Juan Ignacio Roncoroni
Una coppia

Busto Arsizio (Varese) - Molestie per l’orientamento sessuale. Il Tribunale di Busto Arsizio ha condannato la Asst Valle Olona, che comprende le strutture di Busto Arsizio, Gallarate, Saronno e Somma Lombardo, a risarcire con diecimila euro un’infermiera, vessata perchè lesbica. È la prima volta in Italia. Responsabile di un ambulatorio di Ginecologia e Ostetricia, la donna è stata trasferita almeno dieci volte in metà anno ed insultata ripetutamente dal primario. "Trovami uno scannatoio, visto che tu sai stare con le p.....e".

L’infermiera si è rivolta a un legale, Emiliano Ganzarolli. Che spiega: "Abbiamo sviluppato il ricorso sostendendo che la ricorrente era stata vessata e aveva subito molestie in quanto lesbica. Ora attendiamo le motivazioni della sentenza. La molestia è subdola: tante condotte che prese singolarmente possono essere di scarso rilievo, ma che insieme creano un clima tossico che il lavoratore deve subire. Bisogna denunciare, gli strumenti ci sono". L’avvocato ha comunque e più volte cercato una mediazione: "I fatti vanno dalla fine dell’estate del 2019 a febbraio 2020. Ho depositato il ricorso nel dicembre 2020. Per un anno, la prima lettera è datata 27 dicembre 2019, ho tentato di interloquire con la dirigenza e con l’ufficio del personale. Capisco i problemi dettati dalla pandemia, ma non ho mai ottenuto un incontro".

Anche alcuni colleghi della donna avevano segnalato la situazione alla dirigenza con uno scritto. L’infermiera e la compagna lavoravano nello stesso ospedale, una volta saputo della relazione il primario ha cambiato atteggiamento. Prima i rapporti erano buoni. La donna è passata dall’essere responsabile di un ambulatorio di Ginecologia con 5000 pazienti alla somministrazione di tamponi in un parcheggio. Sentendo "battutacce di pessimo gusto che lasciavano davvero pochissimo spazio all’immaginazione" le parole dell’avvocato. Dalla Asst Valle Olona, al momento, nessun commento.

 

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