La presentazione dell'iniziativa
La presentazione dell'iniziativa

Varese, 6 novembre 2018 - Quattro luoghi abbandonati. Quattro testimonianze del passato della città. Quattro spazi da riqualificare attraverso il lavoro di occhi e mani giovani. Ieri mattina l’assessore comunale ai Lavori pubblici Andrea Civati ha accolto oltre cinquanta studenti della facoltà di Design del Politecnico di Milano che, grazie a una collaborazione con il Comune di Varese, metteranno alla prova le loro competenze per realizzare quattro progetti per altrettanti stabili della città. Gli edifici che saranno messi nelle mani degli studenti sono il Lavatoio di Casbeno, il Roccolo dei Giardini Estensi, l’ex scuola elementare di Cartabbia e l’ex Chiesa del Collegio Sant’Ambrogio, quest’ultima di proprietà dell’Università degli Studi dell’Insubria.

L’iniziativa è stata presentata ieri mattina dall’esponente della giunta Galimberti. Con Civati c’erano il professore del Politecnico Luciano Crespi e la presidente dell’Ordine Architetti (che patrocina il progetto), Ileana Moretti e gli studenti provenienti dall’ateneo milanese. Al termine della mattinata le ragazze e i ragazzi hanno visitato gli edifici che saranno oggetto dei loro lavori di progettazione. In sostanza nei prossimi mesi gli studenti studieranno gli immobili loro assegnati e realizzeranno un poker di progetti che verrà donato a Palazzo Estense.

I lavori saranno poi raccolti in una mostra che verrà presentata ai cittadini. "Siamo molto soddisfatti di proseguire la collaborazione con il Politecnico di Milano – ha detto l’assessore Civati - Siamo convinti che questo rapporto con il mondo accademico, su un tema così importante come quello della rigenerazione delle città, possa dare ottimi risultati sia in termini progettuali ma anche di qualità e innovazione. La riqualificazione urbana fa parte anche dalle riconversioni di piccolo spazi abbandonati a cui donare nuova vita e una nuova funzione. Questa è la sfida che chiediamo agli studenti: realizzare progetti innovativi ma realizzabili e soprattutto che si possano inserire nel contesto urbano in cui sono protagonisti. Siamo sicuri che anche questa volta riceveremo dei lavori di grande qualità e professionalità che potranno trovare un ottimo utilizzo in futuro". Palla (o, meglio, squadra e goniometro) in mano ai ragazzi, ora. Varese si attende grandi cose dal loro ingegno.