Insulto a microfono acceso. Bufera in aula, "Silvestri si dimetta"

Il presidente dell’assemblea se l’è presa con Francesco Toia dell’omonima lista ad assemblea conclusa. Si scatena l’opposizione, che presenta una mozione di censura: "Non ha mai avuto un ruolo imparziale".

Insulto a microfono acceso. Bufera in aula, "Silvestri si dimetta"

Insulto a microfono acceso. Bufera in aula, "Silvestri si dimetta"

A dicembre una mozione aveva chiesto gli venisse revocato l’incarico: dopo gli ultimi episodi la nuova mozione che finirà all’ordine del giorno del Consiglio comunale di martedì chiede, quanto meno, la censura del suo comportamento. Al centro dei dibattito, come succede ormai da mesi, c’è ancora il presidente del Consiglio cittadino, Umberto Silvestri, reo di aver definito un "deficiente" – a Consiglio comunale concluso ma mentre lui, ancora seduto in aula, aveva ancora il microfono della registrazione della seduta aperto – un consigliere assente, Francesco Toia della Lista Toia.

I firmatari della mozione (tutta l’opposizione con l’unica eccezione di Franco Brumana, Movimento dei Cittadini) parlano dunque di un presidente che "non assolve in pieno ai principi contenuti nella premessa e sanciti dallo Statuto comunale" e che "ha ripetutamente rinunciato, dall’inizio della sua elezione (luglio 2021) ad oggi, al suo ruolo di imparzialità, che prevede che lo stesso agisca al di sopra delle parti e in maniera indipendente da schieramenti politici. Il presidente del Consiglio, partecipando ripetutamente ad iniziative della Giunta e rendendosi zelante esecutore dei desiderata del sindaco, ha erroneamente interpretato il proprio ruolo alla stregua di una appendice della Giunta stessa". A questi motivi, che già avevano giustificato la prima mozione, si aggiunge l’ultimo episodio e il "deficiente" pronunciato in aula: "L’utilizzo di queste parole rivolte a un membro del Consiglio comunale, e l’aver manifestato questo pensiero, offensivo, inaccettabile, intollerabile sono testimoni della assoluta inadeguatezza di Silvestri, per il quale (per sua stessa ammissione) il modo ideale di lavorare è, evidentemente, senza i consiglieri di opposizione, specie quelli giudicati più "invadenti", colpevoli di allungare oltremodo i tempi con i loro interventi".

Da qui la mozione di censura che dovrebbe – difficile pensare che la maggioranza, considerati i presupposti, voti a favore – impegnare il Consiglio. Evidentemente il Presidente del Consiglio cittadino deve avere un conto aperto con tutta la famiglia, perché fu sempre Silvestri, in piena campagna elettorale nel 2020, a commentare sui social la candidatura a sindaco di Carolina Toia, oggi capogruppo della Lega, con un infelice "ma lei voleva fare la modella". La questione si chiuse (o forse no) con un faccia a faccia tra in due a Palazzo Malinverni, per poi riemergere nella discussione in aula quando lo stesso Silvestri fu chiamato a succedere a Federico Amadei.