
La Tamar di Giuda di Francesco Hayez sarà esposta tutto l’inverno al castello di Masnago
È ospitato al Castello di Masnago dal 1971 ed è uno dei dipinti più rappresentativi della collezione d’arte moderna e contemporanea dei Musei Civici di Varese. Ma forse non tutti i varesini conoscono il "Tamar di Giuda" di Francesco Hayez. Per far riscoprire il capolavoro ottocentesco il Comune di Varese ha deciso di dedicargli un allestimento speciale in occasione delle feste. Proprio come è prassi ormai da anni nelle grandi città, quando con il Natale si organizzano esposizioni ad hoc spesso con opere in prestito, anche Varese dà così il via ad una tradizione natalizia che si ripeterà anno dopo anno, giocando però in casa. All’opera di Hayez è stata dedicata un’intera sala, quella della Crocifissione, uno degli ambienti affrescati nel cuore della parte storica del castello. Da oggi pomeriggio (inaugurazione alle 18) il quadro si potrà ammirare con il nuovo allestimento a cura di Valeria Marinoni.
La valorizzazione del dipinto, a cura di Serena Contini, a cui si deve anche l’approfondimento storico-artistico, è stata organizzata con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Brera. La tela non è esposta da sola: al suo fianco alcune teche con due incisioni, un disegno preparatorio e alcuni documenti e foto dedicati al suo committente. L’allestimento completo durerà fino a marzo, e in seguito l’opera resterà nella sua nuova sede. Donato ai Musei Civici nel 1971, il dipinto ad olio della Tamar, che raffigura una vicenda biblica narrata nella Genesi, è da considerarsi come uno dei massimi capolavori della prima maturità artistica di Hayez.
Il pittore lo eseguì per il collezionista e amico milanese Gaetano Taccioli, che aveva ereditato dal padre Villa Mirabello a Varese, dove morì il 25 dicembre 1877. L’opera è messa in relazione con l’omonima incisione realizzata a bulino su rame, su disegno di Domenico Induno, da Caterina Piotti Pirola e pubblicata nel 1847 nell’album che illustrava con incisioni alcune opere pittoriche presenti all’Esposizione di Belle arti di Milano di quell’anno. Inoltre è presente un disegno preparatorio, sempre del 1847, a matita, carboncino e gessetto su carta.
Dalla Biblioteca Civica di Varese giunge "Le mie memorie" del 1890, scritte dallo stesso Hayez, in cui compare una prima versione della Tamar del 1831 in un’incisione.