Gli uffici interni della struttura devastata
Gli uffici interni della struttura devastata

Pantigliate (Milano), 20 giugno 2015 - Quello che, fino a qualche anno fa, era considerato il «fiore all’occhiello» della città versa ora in uno stato di degrado totale. Amato dai frequentatori e criticato dai suoi detrattori, il Parco Acquatico era sicuramente un’attrazione che convogliava un vasto pubblico in estate e, in inverno, accoglieva i suoi ospiti cullandoli negli idromassaggi della spa. Più preziosi ancora per la comunità erano il Palazzetto dello Sport e le due piscine: una per corsi e nuoto libero e un’altra attrezzata per i disabili. Poi il lento declino, culminato con il fallimento di Biffi SpA, la società che aveva vinto l’appalto per costruire il resort e a cui ne era stata in cambio concessa la gestione per 25 anni, e la disdetta di Aqva Sport, a cui gli impianti erano stati ceduti in ramo d’azienda.

Lavori di manutenzione non eseguiti, minore attenzione all’igiene, acqua fredda a causa della caldaia malfunzionante sono stati causa di continue lamentele nell’ultimo anno di attività culminate con la chiusura definitiva degli impianti a fine agosto 2014. Una situazione certo molto complessa e piena di punti interrogativi, finita in mano agli avvocati in uno scambio reciproco di accuse fra maggioranza e opposizione. La palla è poi passata dalle mani del curatore fallimentare a quella dello stesso Comune che ha impugnato, in autotutela, una delibera del marzo 2014 con cui veniva praticamente raddoppiato il valore del bene. Quindi il recesso dalle convenzioni in essere con Biffi che hanno permesso alla città di rientrare in possesso del suo bene. Ottenute le chiavi del palazzetto, pareva cosa fatta: l’Amministrazione Comunale ha iniziato a cercare soluzioni che ne permettessero la riapertura quanto prima. Dopo un primo annuncio di un bando di affidamento da svolgersi in primavera, la prima doccia fredda: sicuramente quest’anno la struttura resterà chiusa.

Poi le tante voci che hanno cominciato a trapelare: il palazzetto si sarebbe trasformato, durante l’anno di inattività, in un tempio del degrado dovuto a incuria, furti di materiale e atti di vandalismo. Da alcuni cancelli rimasti aperti si può entrare indisturbati, specialmente di notte. Alcuni ragazzi si sono addirittura vantati di avervi organizzato feste improvvisate. Ciò che si vede all’esterno è desolante: le piscine esterne sono coperte da uno strato melmoso in cui galleggiano materiali vari. Cartacce, lattine, bottiglie di plastica, sacchi ancora colmi di immondizia, erba altissima da cui spuntano ancora degli ombrelloni. Un mucchio di sdraio accatastate l’una sull’altra restano a ricordare tempi migliori. All’interno l’ambiente non è in uno stato migliore: il palazzetto semiallagato dall’utilizzo di una pompa antincendio, gli estintori svuotati e gettati a terra, gli uffici saccheggiati e tutto ciò di valore, se trasportabile, trafugato. Bottiglie di alcolici semivuote confermano che qualcuno, di notte, va a fare bisboccia. La palestra non versa certo in uno stato migliore. Restano alcuni attrezzi, paradossalmente ancora in buono stato e funzionanti, in mezzo alla desolazione generale. La possibilità che il resort possa prima o poi tornare agli antichi splendori pare sempre più lontana.