I droni utilizzati per controllare lo stato di pulizia del naviglio
I droni utilizzati per controllare lo stato di pulizia del naviglio

Corsico (Milano), 29 marzo 2018 - A verificare lo stato di salute delle sponde del naviglio ora ci pensano i droni. Si sono concluse ieri le operazioni di verifica e studio degli argini del canale leonardesco che, in questo periodo, è in piena secca primaverile. Da Turbigo a Corsico, per un totale di 38,8 chilometri, i tecnici incaricati dal consorzio dell’est Ticino Villoresi hanno perlustrato, centimetro per centimetro, le sponde del Naviglio Grande al fine di identificare cedimenti, crepe o altre problematiche su cui intervenire, prima che le chiuse vengano attivate e la portata delle acque torni ad essere quella di sempre. «Sono diversi giorni che immortaliamo le sponde e geolocalizziamo eventuali anomalie – spiegano i tecnici alla guida del drone – abbiamo diviso il percorso in tre tratte e su ognuna abbiamo volato tre volte. All’andata una sponda, al ritorno l’altra e, poi, un volo panoramico sull’intero sedime».

La ricostruzione realizzata attraverso le immagini del drone permetterà ai tecnici di avere una visione tridimensionale del canale e delle anomalie riscontrate. Questo agevolerà i periti nella realizzazione di un programma di interventi, necessari per rendere gli argini sicuri e il canale navigabile. E' la prima volta volta che viene impiegata questa tecnologia per avere una fotografia completa della vecchia via di comunicazione. Prima di avere una valenza turistica, infatti, il naviglio era utilizzato come «strada» per il trasporto di materiale destinato alle fabbriche che avevano sede lungo le sponde del corso d’acqua e, anche, per gli spostamenti dei signorotti milanesi. Utilizzando chiatte, che in alcuni casi erano arredate in modo sfarzoso, riproducendo stanze di palazzo, nobili e clero erano soliti raggiungere i loro poderi di campagna via acqua.

Oggi, invece, il naviglio viene utilizzato principalmente quale strumento di irrigazione o per una navigazione esclusivamente panoramica. Se le riprese del drone hanno interessato poco meno di 40 chilometri di sponde, l’aeromobile pilotato da remoto ha dovuto stoppare i voli e planare una volta superato il confine con il capoluogo. «La città di Milano ha un regolamento che impedisce di sorvolare il territorio – proseguono i tecnici – avremmo dovuto richiedere permessi speciali alla prefettura dilatando i tempi. Abbiamo quindi deciso di immortalare il tratto milanese con la vecchia macchina fotografica». Oltre allo studio delle sponde, in questi giorni sono in corso anche le operazioni di pulizia dei fondali. Quintali di ferraglia, avvolta da alghe ed erbacce, sono stati raccolti dal letto del canale e smaltiti in discarica. Tra i ritrovamenti più assurdi ci sono i carrelli della spesa, strutture in ferro e numerose biciclette del bike-sharing.