Zlatan, mettiti in fila. Il totem svedese rossonero, che stasera canterà l’immortale “Io vagabondo” insieme all’amico Sinisa Mihajlovic, non è il primo sportivo famoso a calcare gli assi del palcoscenico dell’Ariston. Nella storia del Festival di Sanremo sono numerosi gli sportivi chiamati a illuminare con la loro presenza il campo di gara sulla riviera. Calciatori, ma non solo.

Canta il pallone

Nel 1999 il duo azzurro formato da Roberto Mancini e da un giovane Alessandro Del Piero fu invitato da Fabio Fazio, reclutato dalla Rai per svecchiare l’immagine dell’appuntamento sanremese. Il conduttore, grandissimo tifoso della Sampdoria e reduce dal successo dello scanzonato “Quelli che il calcio”, ebbe buon gioco nell’accogliere Bobby Gol, il suo idolo, da poco passato alla Lazio e un impacciato Alex, capelli lunghi e sorriso dimesso, ben lontano dallo sfoderare la confidenza con le telecamere che oggi mostra negli spot di un noto marchio di acque. Sempre Fazio tirò fuori dal cilindro la carta Pierluigi Collina, il “Mastro Lindo” degli arbitri, sempre a suo agio sotto i riflettori. Nel 2003 l’intramontabile Pippo Baudo, cuore bianconero, fece da anfitrione alla Juventus al gran completo. Buffon e compagni si esibirono per beneficenza in una cover di “Il mio canto libero” di Lucio Battisti, con tante scuse al maestro di Poggio Bustone.

In quella Juventus al centro del campo cantava e portava la croce Antonio Conte, mentre in panchina a dirigere l’orchestra c’era Marcello Lippi. Entrambi sarebbero risaliti sul palcoscenico dell’Ariston. L’attuale allenatore dell’Inter  si presentò a Sanremo nel 2015 da commissario tecnico dell’Italia, benedicendo la vittoria nazionalpopolare del trio Il Volo. Più curiosa, ma sempre legata a un terzetto, la partecipazione nel 2010 del mister campione del mondo a Berlino. Lippi, infatti, introdusse l’esibizione dell’improvvisato combo formato da Pupo (toscano come l’ex allenatore di Juventus, Inter e Napoli, fra le altre), il principe Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici. Tanto fu spigliato il tecnico viareggino quanto fu dimenticabile il brano dello strampalato gruppo.

Doppia “comparsata” romanista nel 2006 e nel 2010. Nel primo caso Francesco Totti fece da spalla alla moglie Ilary Blasi, che affiancò il comico toscano Giorgio Panariello e la vj Victoria Cabello nella conduzione. Qualche mese dopo il numero dieci giallorosso – al quale i Giuda, glam-punk band capitolina, ha dedicato il pezzo “Number Ten” – avrebbe cantato nell’intonatissimo coro azzurro, vincitore dell’altrettanto importante festival pallonaro dei Mondiali in Germania. Antonio Cassano nel 2010 fu protagonista di una lunga intervista con la conduttrice Antonella Clerici, in cui consegnò alla storia minima del festival l’immortale battuta “Ho vissuto diciassette anni da disgraziato e dieci da miliardario, me ne mancano altri sette per pareggiare”. Al termine del colloquio salì sul palco l’allora fidanzata Carolina Marcialis, giocatrice di pallanuoto, per annunciare il loro matrimonio. Dimenticate, evidentemente, le 500 rose rosse che FantAntonio aveva fatto recapitare in un camerino dell’Ariston nel 2007 alla splendida Michelle Hunziker. Chiudono la galleria il divin codino Roberto Baggio che nel 2013, con fare timidamente ieratico, lesse una lettera destinata ai giovani, il nerazzurro Javier Zanetti, ambasciatore dell’Expo nel 2015 e Cristiano Ronaldo l’anno scorso, in platea ad applaudire la sua Georgina e a inscenare un siparietto con l’interistissimo Amadeus.

Stoccate, tuffi e bracciate

Non solo calcio. Il Festival di Sanremo, apice dell’ecumenismo musicale tricolore, ha aperto le braccia anche agli eroi degli sport minori (ma “minori” de che, poi?). Impossibile dimenticare l’elegantissima Federica Pellegrini che nel 2012 sfidò il maratoneta Gianni Morandi, salvo poi esibirsi in un valzer con l’autore di “Fatti mandare dalla mamma”. Si rivelarono pesci nell’acqua, nell’incontro con il palcoscenico dell’Ariston, anche le due tuffatrici Tania Cagnotto e Francesca Dallapè nel 2014. Premio all’informalità, sempre nel 2014, per il mito dello slittino Armin Zoeggler, apparso al fianco di Fabio Fazio e Luciana Litizzetto con felpa della Nazionale e medaglia olimpica al collo. Proprio l’ultima edizione che vide l’anchorman di “Che tempo che fa” nel ruolo di grande timoniere si trasformò in una sorta di passerella per il meglio dello sport tricolore. Scesero in campo (o in acqua. O sul ring. O sul taraflex. Vedete voi) la pallavolista Veronica Angeloni, con abito rosso dallo spacco vertiginoso, il pugile Clemente Russo e il pallanuotista Amaury Perez a contendersi lo scettro di Mister Sanremo.

E le due ruote? Rappresentate dignitosamente. Sia quelle motorizzate con un giovane Valentino Rossi che dona il suo casco a Pippo Baudo nel 2003, sia quelle simbolo di fatica del ciclismo, con un impeccabile Vincenzo Nibali nel 2015. Ultimi fuochi: le tre fiorettiste Ilaria Salvadori, Arianna Errigo ed Elisa Di Francisca nel 2013 a festeggiare l’oro di Londra del 2012 (mancava Valentina Vezzali, candidata alle elezioni con l’ex premier Mario Monti), la tiratrice Jessica Rossi ancora nel 2013, la Nazionale italiana di curling (ebbene sì) nell’anno olimpico 2006, il ferrarista Fernando Alonso nel 2011, il wrestler John Cena nel 2006 (sempre che si voglia considerare il wrestling uno sport), il pugile Mike Tyson intervistato da Paolo Bonolis nel 2005 con tanto di duetto sulle note di “Volare”. Abbiamo visto anche questo. Chiudiamo il circolo: Alberto Tomba, ospite di questa edizione, nel 1988 dimostrò che anche il rito sanremese può essere interrotto, sempre che ne valga la pena. Le voci dei cantanti in gara, allora, tacquero per fare spazio all’assolo della Bomba sulle nevi a cinque cerchi di Calgary. Ugola d’oro.