Il Palio di Legnano
Il Palio di Legnano

Legnano (Milano), 6 maggio 2015 - Partecipare al Palio, per ogni contrada, richiede un grande sforzo in termini di energia, tempo e anche denaro. Tradotto: servono tante persone che, con volontà e passione, lavorino bene per tenere alto il nome della contrada e, di conseguenza, del Palio e della città di Legnano. Agli albori del tradizionale Palio le contrade in gara non erano otto come oggi, bensì dieci: anche le scomparse contrade Ponzella e Olmina partecipavano alla Sagra del Carroccio, venendo poi accorpate - a dircelo sono gli storici D’Ilario, Marinoni, Gianazza e Turri - nel 1952 rispettivamente da San Bernardino e da Legnarello poiché, non potendo contare su molti abitanti, avevano difficoltà a sostenere economicamente il Palio. Non è giusto, però, dimenticare del tutto queste contrade, a tutt’oggi rioni con un grande senso d’identità. E non potrebbe essere altrimenti: l’Olmina, ad esempio, ha origini antichissime. Nonostante il toponimo derivi da un errore di trascrizione dal dialetto all’italiano del nome «Mino» o «Mina», contrazioni di Giacomo o del cognome Molina, sembra che il primo nucleo di questa cascina fosse molto distante sia dal borgo di Legnarello, sia dal fiume Olona sia dall’asse viario del Sempione. Perché? Un’affascinante leggenda vuole che i primi abitanti dell’Olmina fossero briganti in fuga dalla legge o cacciatori stanziati solo stagionalmente. Certo è che il rione, sviluppato attorno all’oratorio dei Santi Magi, ha un grande spirito identitario proprio come il rione Ponzella, attualmente oltrestazione. ANCHE QUIsi parla di una cascina, la Cascina Ponzella appunto, accanto a un oratorio qui dedicato, però, a Gesù Nazareno ed edificato da Carlo Francesco Fassi nel 1729, epoca alla quale si fa risalire anche l’oratorio dell’Olmina. Alla Ponzella il Sutermeister scoprì un vasto sepolcreto con trecento loculi nel 1925 (tra via Firenze e via Novara), a testimonianza di quanto fossero importanti le zone periferiche di Legnano, le prime ad essere abitate in epoca romana. Altro che scomparse: Olmina e Ponzella, pur coi colori di Legnarello e San Bernardino, trascinano ancora con sè tutto il peso della loro importante storia.

di Camilla Garavaglia