La colonnina arancio antivelocità (National Press)
La colonnina arancio antivelocità (National Press)

Ponte in Valtellina, 5 giugno 2015 - Entreranno in funzione dalla prossima settimana gli 11 «Trubox», le colonnine arancioni utilizzate come dissuasori di velocità, già installati e pronti ad essere attivati, nelle vie dei centri abitati dei cinque Comuni di Montagna, Poggiridenti, Tresivio, Ponte in Valtellina e Chiuro. Il progetto intercomunale, legato alla sicurezza, è stato presentato ai cittadini nell’incontro pubblico organizzato ieri sera nel municipio di Ponte, con la presenza dei cinque sindaci del territorio interessato.

Da rilevare che il progetto complessivo per l’acquisto e installazione dei dispositivi ha un costo complessivo di 65mila euro, con un finanziamento a fondo perduto del 70% da parte di Regione Lombardia, mentre la restante quota è suddivisa tra le cinque amministrazioni. «Nell’ambito del progetto il Comune di Poggiridenti ha compartecipato con 6mila euro, ma oltre ai dispositivi abbiamo installato anche 5 telecamere di videosorveglianza» spiega il sindaco Giovanni Piasini.

Undici in totale le colonnine arancioni già installate nelle vie dei 5 paesi, due per ogni Comune tranne Chiuro, che ne ha posizionate 3. In questi giorni la ditta fornitrice ha effettuato delle rilevazioni della velocità degli automobilisti in transito, confrontando i risultati di una precedente rilevazione effettuata senza la presenza delle colonnine.

I cittadini al volante in questi giorni di prove e misurazioni non sono stati sanzionati, ma potranno esserlo a partire dalla prossima settimana quando l’impianto sarà attivo. Come avviene in altre città della provincia che hanno adottato i Velo ok (Tirano e Sondrio) non tutti i cilindri contengono il rilevatore con telelaser e autovelox: «Abbiamo un rilevatore che funziona a turnazione negli 11 contenitori – spiega Piasini -. L’utente non sa se la colonnina è in funzione e quindi tenderà a moderare la propria velocità. Si tratta di un sistema di prevenzione, non di repressione, che certo non è stato creato per fare cassa».