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12 apr 2022

Trasferta positiva a Verona per i vigneron valtellinesi Brindisi con Arianna Fontana

I vini valtellinesi fanno il pieno di consensi al Vinitaly di Verona. Nelle prime due giornate del salone internazionali del vino e dei distillati l’afflusso di curiosi e, ieri, di operatori interessati ai vini valtellinesi è stato notevole e gli operatori vitivinicoli della provincia di Sondrio, presentatisi uniti alla kermesse sotto il "cappello" del Consorzio di tutela vini di Valtellina, non possono che esprimere grande soddisfazione. Da segnalare anche la visita allo stand della fuoriclasse dello short track Arianna Fontana e delle due sorelle Elena e Irene Curtoni.

Dopo due anni in cui ci si è dovuti "salvare", affidandosi anche alla Gdo, questa appare la stagione della ripartenza come ci ha confermato il direttore del Consorzio di tutela vini di Valtellina Andrea Gandossini: "L’afflusso di visitatori e di operatori nei nostri stand è stato ottimo in queste prime due giornate. L’interesse nei confronti dei vini valtellinesi è sempre notevole". L’afflusso, rispetto a quello di 3 o 4 anni fa, è minore. "Ma questo non è un male, anzi, dal punto di vista dei contatti direi che si è riusciti a lavorare meglio coi potenziali buyer". I viticoltori valtellinesi a Verona puntano molto sulle "esperienze" in Valtellina che includano anche visite alle cantine e degustazioni. "Il nostro vino, ormai da anni, è di qualità e questa è l’immagine che ci siamo costruiti e che ci teniamo ben stretta. Il vino è conosciuto e in queste fiere abbiamo la possibilità di promuovere, oltre che il prodotto, anche il territorio valtellinese. Vogliamo che il turista possa vivere delle vere e proprie "esperienze" in provincia di Sondrio, nelle quali è compreso anche il vino. Con la Strada del Vino si è andati in questa direzione". Dopo due anni qual è la situazione dei produttori di vino valtellinesi? "Guardiamo avanti con grande fiducia, c’è una buona ripartenza e speriamo che il trend possa continuare". Intanto la Coldiretti Sondrio denuncia che la guerra in Ucraina ha aumentato del 35% i costi di produzione del vino italiano: "Tutto è aumentato, una bottiglia di vetro costa più del 30% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il 40% per quelli di altri materiali". F.D’E.

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