L'opera costa 250 milioni di euro
L'opera costa 250 milioni di euro

Bresso (Milano), 24 aprile 2018 - Lento e inesorabile, compie un nuovo passo il progetto per la tranvia Milano-Seregno. La scorsa settimana i Comuni e gli enti interessati hanno ricevuto dalla Cmc di Ravenna l’ultima versione del progetto definitivo, quella che, secondo quanto richiesto da Città Metropolitana, dovrebbe contenere tutte le prescrizioni imposte dalle amministrazioni. Ora gli uffici tecnici sono al lavoro per l’analisi degli elaborati e per verificare la sostenibilità del progetto. Ognuno dovrà studiare le carte relative alla tratta di sua competenza e redigere un’istruttoria che servirà a confermare o respingere l’ultimo piano redatto da Cmc. "I tecnici sono al lavoro per verificare la compatibilità degli elaborati con le richieste che avevamo avanzato. Ormai si tratta di un lavoro tecnico - spiega il sindaco di Bresso, Ugo Vecchiarelli -. Dal punto di vista politico, ci preme verificare che i costi previsti in origine non siano modificati e che le soluzioni proposte non siano a discapito del territorio. Su questo non faremo sconti".

Il progetto ha un costo di circa 250 milioni di euro e prevede la realizzazione di 14,2 chilometri di linea tranviaria tra Milano e Seregno in 22 mesi di cantiere. C’è un ulteriore nodo da sciogliere, come sottolinea il primo cittadino bressese: "Milano non ha ancora garantito la sua quota relativa all’acquisto dei convogli che dovranno percorrere la linea", afferma. Il costo a carico del Comune di Milano dovrebbe essere di circa 40 milioni di euro, in parte provenienti dallo Stato. Lenta e inesorabile, si diceva. Perché in origine questa linea avrebbe dovuto essere predisposta in occasione dell’Expo, ma rimane tuttora completamente incompiuta. Era stata appaltata nel 2013 dall’allora Provincia di Milano. Ma poi si è persa in una serie di intoppi burocratici, incomprensioni e conflitti legali che non hanno mai permesso l’avvio dei lavori. Gli unici cantieri partiti, e ormai quasi completamente conclusi, sono quelli relativi allo spostamento degli impianti sotterranei che non fanno riferimento all’appalto principale. Cinque anni per avviare un cantiere sono una enormità anche per le istituzioni più scalcagnate.

Eppure nessuno sembra scandalizzarsi per questa assurda vicenda che ha lasciato numerosi territori con strade dissestate e con una linea dismessa che costituisce motivo di degrado e pericolo. Siria Trezzi, consigliere delegato di Città Metropolitana per la Mobilità, è convinta che si sia imboccata la via giusta. "Ora il progetto definitivo è all’esame delle amministrazioni e di Atm, che dovranno redigere l’istruttoria tecnica - ha spiegato -. Se non ci saranno nuovi rilievi, Città Metropolitana sarà in grado di chiuderla in breve per avviare la fase di cantierizzazione". Nessuno si espone a dare una data anche se ormai sembra ipotizzabile un avvio dei lavori in autunno.