Filippo Penati
Filippo Penati

Sesto San Giovanni (Milano), 12 ottobre 2019 - Come lui stesso aveva chiesto ai suoi familiari più cari, il funerale si è tenuto in forma strettamente privata e quasi segreta, affinché nessun intruso potesse prendervi parte. Giovedì mattina Filippo Penati, l’ex sindaco di Sesto San Giovani ed ex presidente della Provincia di Milano, è stato sepolto nella tomba di famiglia del cimitero nuovo di Sesto San Giovanni, dopo una breve commemorazione alla quale hanno preso parte solamente i familiari e gli amici più stretti.  Nessun politico è stato invitato, né rappresentanti delle amministrazioni comunali presenti o passate. A quanto pare, l’unica persona a ricordarlo con un breve discorso è stato un amico, Marco Terlizzi, che con lui, nel corso della sua carriera politica e degli ultimi anni di vita, aveva condiviso gioie e dolori, vittorie e sconfitte.

Penati aveva affidato le sue ultime volontà a una lettera scritta ai figli, ai quali aveva chiesto in modo scrupoloso, come era uso fare Filippo anche nelle sue attività di politico e amministratore, di seguire alcuni punti affinché il suo funerale potesse svolgersi nella maniera più semplice e privata possibile. Tra le richieste, anche quella che non venissero affissi manifestini funebri prima del commiato. Invece, nel pomeriggio di ieri, in città sono stati affissi i manifestini con i quali ha ringraziato i sestesi per l’affetto che gli hanno tributato. 

Penati, che ha vissuto gran parte della sua vita sotto i riflettori, riuscendo a guadagnarsi in un’epoca “pre social” una visibilità mediata che oggi gli invidierebbero anche molti dei politici più esperti nell’uso dei selfie, ha scelto di uscire di scena lontano dai clamori. Non solo ha voluto un funerale privatissimo, ma ha rinunciato anche a essere sepolto nel famedio, la tomba comunale riservata ai sindaci della città. Ha preferito la sepoltura nella tomba di famiglia.