L'uomo ripreso dalle telecamere fuori dal market
L'uomo ripreso dalle telecamere fuori dal market

Cormano (Milano), 26 luglio 2020 -  "Ho problemi di soldi, sono in crisi economica". Già pochi istanti dopo l’arresto Renato P., 64 anni, incensurato, residente a Senago, ha cercato di giustificarsi con i carabinieri adducendo problemi economici legati al coronavirus. Appena tre ore prima, aveva compiuto una sanguinosa rapina al supermercato a Cormano, esplodendo due colpi di pistola in mezzo a decine di persone, e ferendo una guardia giurata e una bambina di 5 anni. Ora è in carcere con l’accusa di rapina aggravata, tentato duplice omicidio e porto abusivo di arma con matricola abrasa.

L’arresto è avvenuto nella prima serata di venerdì, con un blitz dei carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni che, guidati dal maggiore Saverio Sica, sono riusciti a identificare e individuare l’autore della terribile rapina. L’uomo, incurante della tragedia che aveva provocato, e forse ignaro delle condizioni delle due vittime che aveva lasciato sanguinanti sul pavimento di quel supermercato, si trovava beatamente seduto al bancone di un bar di Novate Milanese. Qui, i militari lo hanno circondato e immobilizzato, in un’operazione di stile militare, in quanto si temeva che potesse essere armato e pericoloso. In realtà, l’uomo era tornato a casa a bordo della sua Fiat “Doblò” di colore azzurro, si era cambiato ed aveva depositato pistola e bottino, 1550 euro in contanti. Poi era uscito per una bevuta al bar.

A portare i militari su di lui, è stata proprio quell’auto insolita. Grazie alle testimonianze alcuni clienti, si è riusciti a identificare l’auto e una parte della targa. L’analisi del registro automobilistico ha ulteriormente stretto il cerchio a pochi uomini. Ed è lì che è entrato in gioco il fiuto di militari delle caserme del Nord Milano che hanno puntato su un uomo fermato a bordo di un Doblò appena una paio di giorni prima. Renato P. era entrato all’Eurospin di via Zara, alle 5 del pomeriggio di venerdì impugnando la pistola Smith & Wesson calibro 38, probabilmente comprata sul mercato nero a un prezzo compreso tra i 2mila e i 5mila euro. Aveva sparato perché spaventato dalla presenza della guardia giurata.

La bimba, di origine egiziana, è stata operata sabato mattina per l’estrazione dal polpaccio destro di due frammenti di un’ogiva che l’aveva raggiunta dopo aver rimbalzato sul pavimento. Le sue condizioni sono buone. Potrebbe essere dimessa oggi anche la guardia giurata ricoverata a Niguarda.