Tutti mobilitati contro la vasca di laminazione nel Parco Nord
Tutti mobilitati contro la vasca di laminazione nel Parco Nord

Bresso (Milano), 23 settembre 2019 - Un presidio per continuare la battaglia contro la costruzione della vasca di laminazione nel Parco Nord. Ieri mattina circa 400 persone si sono ritrovate nel prato e davanti al bosco che saranno sostituiti dall’invaso artificiale da 250mila metri cubici: da una parte i rappresentanti del comitato “No Vasca” e dell’associazione “Amici del Parco Nord” con cartelli e striscioni; dall’altra i gruppi ambientalisti partecipanti, circa 250 persone, alla biciclettata “Puliamo il Seveso”, partiti da Barlassina e diretti a Palazzo Lombardia.

Da difendere ci sono la bellezza di questo angolo del parco e "le acque del Seveso che devono essere ripulite - inizia Marco Frattini, presidente del comitato “No Vasca” -. Vanno chiusi i quasi 1.500 scarichi abusivi nel fiume, solo così potremo riavere la limpidezza delle acque. Siamo soddisfatti della partecipazione della gente". Tutti con una motivazione in più: da pochi giorni la Corte di Cassazione ha riconosciuto il diritto dei residenti del Supercondominio di via Papa Giovanni XXIII a ricorrere al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche contro la vasca. Ma non solo: in arrivo c’è un quarto ricorso sempre al Tribunale Superiore, come spiega Matilde Minella del “No Vasca”: "Andiamo avanti - dice -. Noi del Supercondominio lo depositeremo entro la fine di ottobre contro il progetto esecutivo del 5 agosto. Vogliamo difendere la nostra salute: ci ritroveremo sotto casa una vasca piena di veleni, che potrebbe contaminare anche la falda dell’acqua sotterranea in continua risalita".

Si rischia di denaturalizzare quest’area verde piantumata nel corso di 40 anni: "Questo bosco ha un importante valore per l’ecosistema del territorio, riuscendo a compensare le bombe di calore che si creano in questi contesti urbani - precisa Pierluigi Angiuoni, degli “Amici del Parco Nord” -. Lo vogliono tagliare: al suo posto una buca piena di acque inquinate. Si dovrebbe invece applicare l’invarianza idraulica, in modo da raccogliere le acque piovane che non finirebbero più nel Seveso". Per chi abita al civico 43 di via Papa Giovanni XXIII il panorama cambierà, ma in negativo: "Aprire le finestre e trovarsi una vasca con acque stagnanti a poche decine di metri non sarà piacevole - conclude Silvia Tresoldi -. Soprattutto per la nostra salute. I nostri appartamenti del Supercondominio perderanno valore economico. Per questo diciamo no alla vasca".