Un'immagine delle riprese dei carabinieri nella scuola
Un'immagine delle riprese dei carabinieri nella scuola

Pero (Milano), 1 dicembre 2018 - "Stiamo valutando insieme a un avvocato un’azione legale nei confronti di tutto il personale della scuola materna, dalla preside alle bidelle. È impossibile che nessuno si fosse accorto del comportamento violento del maestro, è impossibile che nessuno abbia capito che i suoi non erano semplici rimproveri e sgridate, ma veri e propri maltrattamenti. Il video è chiaro: li schiaffeggiava, strattonava e mortificava facendoli piangere. So che altri genitori in passato avevano segnalato quel maestro troppo severo ma non sono stati ascoltati. Avevano ragione. Ora è il momento di dire tutto". È il racconto della mamma di un bambino della sezione in cui operava il maestro d’asilo di 64 anni, arrestato giovedì mattina dai carabinieri della Tenenza di Pero in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Maltrattamenti aggravati, nei confronti di bimbi di età compresa tra i tre e i cinque anni, è l’accusa ipotizzata dagli inquirenti, alla quale si è arrivati dopo la denuncia della mamma di un piccolo alunno, presentata alla fine dello scorso luglio.

Indignazione  e rabbia per l’inaudita violenza sui bambini da parte del maestro, ma non solo: "È una vergogna come è stata gestita questa vicenda. Giovedì mattina ho portato mio figlio a scuola, ho visto che il maestro non c’era ma le altre colleghe non mi hanno detto nulla - continua la mamma - quando sono uscita da scuola si è avvicinata una giornalista e mi ha detto dell’arresto e chiesto un commento. Mi sarei aspettata di trovare a scuola la preside a informare i genitori o che le altre maestre alle quali ho affidato mio figlio mi dicessero qualcosa". E se giovedì mattina, dopo l’arresto del maestro, molti genitori hanno ritirato i propri figli da scuola affidandoli a nonni o baby sitter, ieri mattina le sezioni della scuola dell’infanzia erano semideserte. Chi ha avuto la possibilità di farlo, ha tenuto il proprio bambino a casa. Qualcuno si è già informato sull’iter burocratico per trasferire il figlio alla materna parrocchiale. Davanti ai cancelli c’è una mamma che invece ha deciso di portare la figlia a scuola e spiega: "Oggi sì che è un posto sicuro, prima non lo era. Nella sezione di mia figlia si sono presentati solo quattro bambini perché molti genitori hanno paura non si fidano più di questa scuola. Eppure si sapeva da tempo, il maestro è sempre stato violento anche quando in questo asilo veniva il mio compagno. Inizialmente volevo mandare mia figlia all’altro asilo ma non c’era posto, l’hanno presa qui, quando ho saputo che non era nella sezione del maestro è stato un sollievo anche se era affidata a lui per il momento della nanna pomeridiana".

Tutti sapevano? La condotta del maestro era la stessa da anni? Pare di sì, almeno ascoltando alcune testimonianze e leggendo i commenti sui social network: "Questa storia andava avanti da trent’anni - confida una mamma - l’omertà di chi non ha mai parlato è uno scandalo nello scandalo. Spero che ora vengano fuori le responsabilità di tutti". E ancora: "Finalmente è finita, giovedì mattina qualcuno ha esultato per l’arresto - dice un papà - dovevano intervenire prima".