Il presidente del Parco Roberto Della Rovere
Il presidente del Parco Roberto Della Rovere

Bollate (Milano), 11 febbraio 2019 - Ci sono una ventina di divani abbandonati all’ingresso del Parco delle Groane, scaricati fra il campo di mirtilli, l’area piantumata di un’azienda agricola e il canale scolmatore. Solo una briciola nella montagna di rifiuti abusivi che vengono scaricati qua e là nelle aree boschive e ai bordi dell’immensa area protetta. «Le indagini per individuare gli autori dello scarico abusivo sono partite all’indomani della segnalazione», dice il presidente del Parco delle Groane Roberto Della Rovere. Ci mostra le etichette con i codici a barre che sono state lasciate sui divani, da cui hanno preso avvio le ricerche. «Si tratta di etichette che fanno però arrivare al produttore, sono datate 2012. Stiamo cercando di risalire ai venditori. Non si tratta di un luogo casuale quello in cui sono state scaricate, certamente chi è arrivato sin qui conosceva la zona e sapeva di non poter essere visto».

Indagini come queste, alla ricerca degli autori di questi crimini ambientali, gli agenti di polizia del Parco delle Groane ne avvieranno un centinaio all’anno. «In alcuni casi si riesce a risalire all’autore, prima di far partire le sanzioni amministrative del caso facciamo ripulire l’area», spiega Della Rovere. Non è molto distante da qui la Fornace Maciachini a Garbagnate Milanese, 36mila metri quadrati messi sotto sequestro dopo il blitz della Guardia di finanza dell’8 febbraio. Durate l’ispezione le Fiamme gialle con le guardie del Parco e Arpa Lombardia si sono trovate di fronte a una discarica abusiva, in cui sono stati rinvenuti centinaia di pneumatici, decine di frigoriferi abbandonanti a cielo aperto, lastroni di cemento, amianto e detriti dagli edifici in abbandono, una bomba ambientale che si accumula da anni. Lungo tutto il tratto di via Lario di competenza del Comune di Garbagnate ci sono rifiuti abusivi di ogni genere. Residui di magazzini, di sgomberi che non vengono smaltiti regolarmente per evitare i costi delle discariche. «Occorreranno qualche migliaio di euro per la ripulitura e la bonifica di questo tratto», la stima Della Rovere.

Dietro al vecchio ospedale, verso Cesate, solo pochi giorni fa sono stati recuperati 7 big-bag, sacchi per lo smaltimento dell’amianto pieni di lana di roccia. Il Parco si è dovuto far carico delle spese di smaltimento e bonifica per un costo di circa 2.500 euro. «Con cinque agenti su 8.350 ettari di area da tutelare si può far poco – aggiunge Della Rovere – Le segnalazioni dei cittadini sono molto utili, un grande supporto arriva dalle 80 guardie volontarie ecologiche (Gev) che ci aiutano a monitorare il territorio, ma senza una vera lotta al mercato nero nel settore edilizio non si andrà lontano. Negli ultimi anni il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, anche pericolosi, è in aumento».