Gianluigi Forloni, assessore all'Ambiente
Gianluigi Forloni, assessore all'Ambiente

Rho (Milano), 19 aprile 2018 - "Viviamo con un ammasso di rifiuti sotto casa". E' la protesta dei alcuni cittadini del quartiere San Martino di Rho. Qui, in fondo alla via Bormida, a poche decine di metri dalle abitazioni, i soliti ignoti hanno ripreso a buttare rifiuti di ogni genere, dal vecchio divano ai sacchi neri dell’immondizia, dai bancali di legno ai pneumatici usati. C’è anche la carcassa di una macchina in mezzo ad erbacce e sterpaglie. "Non ci sono controlli nel nostro quartiere e così tutti vengono a buttare i rifiuti - lamenta un residente - l’anno scorso avevano ripulito quest’area spendendo anche diversi soldi, ma siccome non ci sono telecamere o pattuglie di vigili a controllare alla sera vengono cittadini poco civili a buttare rifiuti di ogni genere, anche elettrodomestici vecchi, ma ci capita di vedere anche furgoncini di dirette che scaricano legname vecchio. E’ una vergogna, tra poco avremo una nuova montagna di rifiuti".

L’area boschiva in questione era stata ripulita lo scorso luglio, il Comune aveva speso 41.000 euro per rimuovere e smaltire tutti i rifiuti, ma la tregua è durata poco, nonostante le promesse dell’amministrazione comunale di monitorare l’area per scongiurare nuovi scarichi abusivi. "Era da mesi che non c’erano abbandoni in quella zona - dichiara l’assessore all’Ambiente, Gianluigi Forloni - abbiamo verificato che si tratta solo di ingombranti e interverremo subito per evitare ulteriori abbandoni, probabilmente riusciamo anche a riciclare il materiale. Purtroppo in questi casi l’opera di prevenzione funziona poco si tratta di veri e propri atti criminali fatti in maniera consapevole solo con le tecnologie di sorveglianza che stiamo via via introducendo possiamo ottenere qualche riscontro".

Una piaga, quella dell’abbandono dei rifiuti, che pochi giorni fa era stata denunciata dal sindaco di Cornaredo, Yuri Santagostino, arrabbiato per le tre tonnellate di rifiuti raccolti nella zona dei Fontanili e la spesa di 2.250 euro sostenuta per lo smaltimento, "gli imbecilli li abbiamo in casa, non vengono da fuori", aveva commentato riferendosi al fatto che i sacchi rivìnvenuti avevano logo il logo del Comune di Cornaredo. Lo smaltimento dell’eternit abbandonato nelle scorse settimane era invece costato alle casse comunali 2.600 euro. Cifre a quattro zeri, invece, per il Comune di Bollate che spende ogni anno 350.000 euro, con una media di uno-due interventi di pulizia per rifiuti abbandonati di varia natura alla settimana. Le contravvenzioni per i trasgressori nel 2017 sono state 7. Molto diffusa anche l’abitudine di abbandonare nei cestini stradali i rifiuti domestici, gli operatori Gaia raccolgono annualmente circa 220 tonnellate dai cestini, di questi l’80% sono rifiuti domestici non differenziati che interessano circa 1.500 bollatesi.

Isola felice, o meglio "pulita", sembra essere il territorio comunale di Vanzago. L’ultima spesa per la rimozione di amianto abbandonato in un’area boschiva risale al 2016. La ricetta per contrastare il fenomeno sembra essere il controllo quasi quotidiano da parte degli operatori Gesem e dei volontari del Gruppo Autonomo Pensionati Attivi, oltre che le sbarre messe all’ingresso delle strade vicinali. L’ultimo abbandono consistente di rifiuti risale al 5 febbraio 2018, nella zona della Cascina adiacente al bosco del Wwf, ma il trasgressore è stato identificato e multato.