I soccorritori al lavoro
I soccorritori al lavoro

Cesate (Milano), 3 gennaio 2019 - Condizioni stabili e ancora prognosi riservata per il 23enne di Milano che la notte del 31 dicembre è rimasto gravemente ferito in seguito all’esplosione di un petardo che stava maneggiando. Il giovane subito dopo il ricovero all’ospedale Niguarda di Milano ha subito un intervento complesso da parte di una equipe composta da un neurochirurgo, un urologo, un chirurgo plastico, un ortopedico e un oculista. Gli sono stati amputati la mano sinistra fino all’avambraccio e un dito della mano destra. Ha riportato lesioni importanti anche al volto, alla testa e danni agli organi genitali. Il fatto è successo pochi minuti dopo mezzanotte in via Milano a Cesate. Il 23enne che era a casa di amici per festeggiare l’anno nuovo, secondo un prima ricostruzione dei fatti, stava accendendo un fuoco artificiale per spararlo in aria, con sé anche con un tubo di ferro utilizzato come mortaio.

Dopo un primo tentativo di accensione andato a vuoto, ha preso in mano il razzo nel tentativo di dare nuovamente fuoco alla miccia. A quel punto il petardo è esploso dilaniandogli la mano e causando ustioni e lesioni anche al volto e all’inguine. Oltre ai soccorritori del 118, sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Rho che hanno sequestrato i fuochi di artificio in possesso del ragazzo, ascoltato alcuni amici e stanno indagando sulla dinamica dell’incidente. Quando le condizioni di salute lo consentiranno, i militari della Compagnia di Rho ascolteranno anche il 23enne per sapere dove aveva acquistato il fuoco d’artificio che, secondo le prime informazioni, poteva essere utilizzato solamente da persone esperte e professionisti.