Convoglio Trenord a Monza
Convoglio Trenord a Monza

Monza, 27 dicembre 2017 -  «Viaggiamo schiacciati come sardine, spesso al freddo, al buio e in ritardo. Così, quando in seconda classe non si trova posto e la prima è vuota, andiamo a sederci lì». Finché non arriva il capotreno e scatta la multa. Roberto Citterio però non ci sta e ha pensato di trasformare la sua sanzione in un caso. «Ho deciso di presentare ricorso alla Regione - spiega -. Spero che questa mia vicenda segni un precedente e possa dare il via ad altre iniziative simili, magari a una class action contro Trenord».

Il ragionamento di Citterio, pendolare lungo la Milano-Monza-Sondrio-Tirano, è semplice. «Io pago per un servizio di seconda classe - dice -. Se non riesco a ottenere questo servizio mi tocca spostarmi in prima, come ormai spontaneamente facciamo in tanti, e se la carrozza è vuota mi siedo, basta non lasciare nessuno in piedi. Trenord mi chiede un supplemento quando però non garantisce un servizio adeguato al biglietto che acquisto». I viaggi dei pendolari sono noti. Su questi casi è già intervenuta nei mesi scorsi con un’interrogazione la consigliera regionale Chiara Cremonesi.

«Salgo sul treno delle 19.30 a Monza, più spesso quello delle 18.32 - spiega Citterio -. La linea è quella, ancora a binario unico, che conduce a Sondrio e Tirano. Come molto spesso succede, si viaggia in piedi. Meno spesso dell’anno scorso, ma ancora con una frequenza di più volte al mese, il treno è in ritardo (dai 15 ai 60 minuti). Viaggio con un regolare abbonamento di seconda classe e la mattina spesso viaggio su carrozze prive di riscaldamento. Quando, invece, sono riscaldate, resto in maniche di camicia o apriamo i finestrini. Anche la mattina i ritardi hanno una frequenza di non meno di un viaggio ogni quattro. D’altra parte, ci spiega qualche capotreno, con un binario solo, il minimo rallentamento di un treno provoca il famoso effetto elastico: se io rallento di 1 minuto chi mi segue di 2, chi segue ulteriormente di 4».

«Insomma, pago puntualmente in anticipo, ma il servizio non è esattamente dei migliori - sbotta il pendolare -. Lunedì 11 dicembre poi, dopo 29 ore dall’inizio della nevicata, non era stata ancora spalata la neve alla stazione di Mandello e parecchi passeggeri hanno rischiato di cadere. Però le persone che salivano a Monza venivano bloccate dal capotreno ed invitate ad accomodarsi in piedi in seconda classe, perché, vedendo altri in piedi in seconda e posti vuoti in prima, cercavano di occupare quei posti, non reclamati da nessuno. Trovo vergognoso che Trenord faccia viaggiare la gente in queste condizioni e poi chieda ai propri operatori di sanzionare».