L'ospedale San Gerardo
L'ospedale San Gerardo

Monza, 6 novembre 2014 - Un altro suicidio nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Gerardo di Monza. Il secondo in due settimane. E la direzione sanitaria ha deciso - almeno per ora - di bloccare i nuovi ricoveri. L’indicazione mandata in pronto soccorso invita i medici a dirottare eventuali pazienti in altre strutture del territorio. Almeno fino a quando non verrà fatta piena luce sulla situazione in cui si trova l’unità operativa guidata dal professore Massimo Clerici. Un provvedimento adottato dopo il suicidio di una paziente di 60 anni che si è consumato nella notte fra domenica e lunedì scorsi. Proprio come era successo non più tardi di due settimane fa. Stesso reparto, simile dinamica, quando un 28enne monzese eludendo la sorveglianza del personale del reparto si era impiccato nel bagno della propria camera. Per questo episodio sono indagati per omicidio colposo il direttore dell’unità operativa, il medico e i cinque infermieri di turno quella notte. 

Per la seconda tragedia, invece, secondo quanto trapelato dai piani alti dell’Azienda ospedaliera, non ci sarebbe alcun provvedimento da parte della magistratura. Nessun altro commento. Se non l’istituzione di una commissione d’inchiesta interna e la decisione di alleggerire l’attività di un reparto «difficile, delicato e psicologicamente usurante», si lasciano andare alcuni infermieri prima di troncare ogni altro discorso. Per loro parlano le 15 richieste di trasferimento ad altro reparto presentate un mese fa. Quindici su 21 infermieri in servizio in Psichiatria. Non sarebbe un problema di organizzazione dell’attività e dei turni, né tantomeno di incompatibilità con il direttore.

La questione è legata alla tipologia di pazienti in cura. Persone problematiche che «spesso vengono inviate a noi invece che in strutture psichiatrico-giudiziarie». E il reparto - ospitato in un’ala della palazzina di Villa Serena accanto al monoblocco dell’ospedale - è sempre pieno o quasi. Dei 20 posti letto attualmente 17 sono occupati oltre ai 3 posti del Day hospital per il trattamento diurno di pazienti con disturbi psichici gravi. 
marco.galvani@ilgiorno.net