Omicidio di Ornago, nel riquadro Paolo Villa
Omicidio di Ornago, nel riquadro Paolo Villa

Ornago, 23 febbraio 2018 - "Vi sbagliate, Amalia e Marinella non potevano essere morte da una settimana. Io le ho lasciate che dormivano quando sono uscito da casa per andare al bar e ho avuto un malore. Quindi non sono stato io a pulire il sangue sul pavimento, non so neanche dove è riposta la scopa". Paolino Villa conferma ancora che non sa nulla della morte della sorella e della nipote trovate senza vita (e già in avanzato stato di decomposizione) nell’appartamento al secondo piano in via Santuario 29 a Ornago dove viveva anche il 75enne.

L’anziano, che dopo 10 giorni è stato scarcerato su richiesta della Procura di Monza, lo ha ribadito al pm monzese Emma Gambardella che è andata ad interrogarlo nel reparto psichiatrico di Villa Serena all’ospedale San Gerardo dove il pensionato si trova da alcuni giorni. Un black out totale, il buio più completo, da parte del 75enne sul giallo della morte di madre e figlia. Eppure da Villa Serena arriva la diagnosi che Paolo Villa non soffre di alcuna patologia psichiatrica. Soltanto di problemi di salute dovuti all’età e al diabete, per cui i medici sconsigliano che l’anziano, superato l’incubo di venire arrestato per duplice omicidio volontario, possa andare a vivere da solo. Non certo tornare in via Santuario nell’appartamento ancora sotto sequestro. Ma neanche in un’altra delle case di proprietà dei Villa di cui ora lui è l’ultimo superstite. Quindi il Comune di Ornago, in collaborazione con alcuni cugini di Paolino (che ieri mattina sono andati a trovarlo a Villa Serena, una visita che ha risollevato il morale del 75enne) stanno cercando per il pensionato una sistemazione, magari un posto in una residenza per anziani dove Paolino possa essere accudito e curato. Intanto il suo difensore, l’avvocato Maura Traverso, prenderà contatti con il magistrato per chiedere di non lasciare il 75enne indagato della pesante accusa di essere un duplice omicida fino all’arrivo degli esiti definitivi sugli accertamenti medici legali e scientifici di questo giallo ancora con tanti punti interrogativi.

La Procura potrebbe infatti archiviare subito il fascicolo aperto a nome di Paolo Villa ed aprirne un altro senza ipotesi di reato. Al momento, infatti, nei confronti del pensionato non sembra si possa ipotizzare più alcun reato, neanche quello di occultamento o sottrazione di cadavere. Perchè Paolino, anche se dice di non ricordare nulla (mentre si dimostra lucido e preciso riguardo al suo passato remoto e recente) di fatto non ha nascosto, se non inconsciamente, alcun cadavere. Esclusa anche l’ipotesi di una perizia psichiatrica nei suoi confronti, perchè non ci sono nè i presupposti nè l’utilità visto che ormai lui è uscito dalla lente degli inquirenti.

Ma nonostante tutto, le domande continuano a sorgere spontanee ed incessanti per chi cerca di ricostruire cosa possa essere accaduto ad Amalia e Marinella. Sarebbe stata quindi la 85enne a pulire dal pavimento con la scopa e i vestiti trovati nella lavatrice il sangue della figlia 52enne che si è tolta la vita tagliandosi le vene o ha avuto una forte emorragia dalla profonda ulcera sul piede? Ha anche, nel primo caso, pulito il coltello ritrovato nel cassetto della cucina? E mentre puliva, vestita solo in abbigliamento intimo, ha avuto un malore che l’ha uccisa? Ipotesi che al momento paiono non avere un senso logico e che, se gli approfondimenti disposti dalla Procura non riusciranno a chiarire, probabilmente resteranno un segreto tra madre e figlia.