La ristrutturazione in via Nievo. Migliorie e riscaldamento autonomo

Il cantiere comunale partirà in primavera per terminare entro la fine del 2024

La ristrutturazione in via Nievo. Migliorie e riscaldamento autonomo
La ristrutturazione in via Nievo. Migliorie e riscaldamento autonomo

Approvato l’altro ieri dal Comune il progetto esecutivo per ristrutturare cinque alloggi comunali in via Ippolito Nievo 5, attualmente sfitti. Le opere hanno un valore complessivo di 200mila euro, con l’inizio dei lavori - la cui durata indicativa sarà di circa 150 giorni - previsto per la primavera del 2024, e che quindi, indicativamente, dovrebbero terminare entro fine 2024.

Lo stabile di via Nievo 5 risale al secondo dopoguerra e conta un totale di 24 appartamenti di proprietà comunale: nei cinque appartamenti sfitti, che erano in origine riscaldati mediante stufe a gas, verranno installati impianti di riscaldamento autonomo. Inoltre sono previsti il rifacimento dell’impianto elettrico e d’acqua, la sostituzione dei serramenti, delle tapparelle esterne e del divisorio tra balconi. Verranno anche ristrutturati i servizi igienici, attualmente divisi in due stanze di cui una con wc e una con il solo lavabo. "Questo intervento – osserva l’assessora alle Politiche Abitative Andreina Fumagalli – si inserisce in una più vasta serie di azioni che l’Amministrazione sta mettendo in campo al fine di migliorare la qualità dell’offerta residenziale pubblica a Monza e di intercettare la crescente richiesta di case in città. Ne sono prova i lavori, già approvati, sui tetti delle palazzine in via Vespucci, ma anche il progetto di riqualificazione degli immobili di via in via Bramante da Urbino tramite i fondi Pinqua". Proprio ieri il Comune ha firmato un accordo con i sindacati inquilini per mantenere una riduzione del valore locativo delle case popolari invariata nel 2024, che otterrà progressivi adeguamenti nel 2025 e nel 2026 per fare sì di recuperare altre abitazioni sfitte.

Il prossimo anno la riduzione del valore locativo resterà del 12.50% indipendentemente dalle condizioni dell’immobile. Dal 2025, invece, l’entità della riduzione varierà in base a come il singolo appartamento è stato classificato: gli alloggi giudicati "scadenti" (71 su 1402 totali) manterranno il 12.50%, gli alloggi "mediocri" (217) passeranno al 10 % nel 2025 e all’8% nel 2026, quelli classificati come "normali" (1114) avranno infine una riduzione del 6% nel 2025 e del 4% nel 2026.

Alessandro Salemi