"Due case di schiena, le hanno costruite così, uguali e girate, con le finestre che non si guardano e i balconi come braccia conserte su facciate arrabbiate". Con questo incipit ha vinto per la seconda volta l’iscrizione gratuita a un laboratorio di scrittura online di Barbara Fiorio. Le sue prime righe sono piaciute così tanto da diventare una storia, quella di un bambino e della sua famiglia, nell’immediato dopoguerra. Oggi questa storia è un libro edito da Morellini, da giovedì in vendita sugli scaffali delle librerie e online per la collana di narrativa “Varianti“ diretta da Sara Rattaro. “Due case“...

"Due case di schiena, le hanno costruite così, uguali e girate, con le finestre che non si guardano e i balconi come braccia conserte su facciate arrabbiate".

Con questo incipit ha vinto per la seconda volta l’iscrizione gratuita a un laboratorio di scrittura online di Barbara Fiorio. Le sue prime righe sono piaciute così tanto da diventare una storia, quella di un bambino e della sua famiglia, nell’immediato dopoguerra. Oggi questa storia è un libro edito da Morellini, da giovedì in vendita sugli scaffali delle librerie e online per la collana di narrativa “Varianti“ diretta da Sara Rattaro. “Due case“ è il secondo romanzo di Aldo Germani, 52 anni, ingegnere-scrittore brianzolo.

Sono passati sei anni da “Le quattro del mattino“, il suo primo romanzo, edito da ExCogita, finalista nel 2015 del Premio Letterario Brianza e vincitore del premio “Il Ponte“. In mezzo c’è anche un terzo romanzo rimasto nel cassetto, ma soprattutto c’è un lavoro di scrittura e riscrittura al libro della maturità.

Il libro non inizia più con l’incipit vincitore del premio: questo è riservato al secondo capitolo. Il primo invece racconta di un episodio di bullismo subito da Gae: un episodio emblematico per spiegare un carattere.

La storia racconta di un muro che divide due case a metà degli anni Cinquanta in un paese della Pianura Padana, Pieve: da un lato c’è Gae coi suoi due fratelli più piccoli, la sorella Viola, la madre e il padre, oltre al nonno; dall’altro lato del muro c’è lo zio. È un muro nato da un litigio fra i due fratelli che si contendono Nina, la mamma di Gae, un ragazzino deriso dagli amici perché ha una malformazione al piede, e un nome, Gaetano, che quando viene abbreviato in Gae ricorda di più quello di una ragazza. Lui non vuole essere vittima, vuole diventare un soldato come il padre che ha fatto la guerra, ma soprattutto vuole sapere cosa c’è al di là di quel muro, conoscere lo zio. Per farlo arriva a rischiare la vita, salendo sul tetto e cadendo, fratturandosi il bacino.

Una storia che si intreccia a quella degli altri familiari, come la sorella Viola, che sogna di andare alle olimpiadi come ginnasta ma viene frenata dal padre, fino al nonno, che vorrebbe ritrovare quel figlio che sta oltre il muro. Ma soprattutto una vicenda che si pone come parodia della vita, che si scopre poco a poco davanti agli occhi del lettore. Senza lieto fine. "Ho lavorato per rendere sporchi i personaggi. Il finale è amaro, così come nella vita non tutte le cose si sistemano", rivela Aldo Germani, che nel frattempo si è legato ai suoi personaggi, tanto da sognare di dar loro una seconda chance con un seguito.

Intanto la grande soddisfazione di essere arrivato in libreria. "Per me un libro è tanto lavoro e un sacco di cose che impari mentre lo fai. È sorprendersi di cosa si riesce a fare", spiega.

Il romanzo, dedicato ai suoi tre figli, ha anche una colonna sonora: attraverso un qr code è possibile ascoltarla sul canale Spotify morellinied: oltre a una decina di brani degli anni Cinquanta ce ne sono altrettanti contemporanei scelti dall’autore.