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25 mag 2022

Demolizione clinica Santa Maria, ok al progetto

Stanziati 542mila euro per l’abbattimento, ancora ignoto il futuro dell’area: l’immobile è in avanzato degrado

25 mag 2022
gualfrido galimberti
Cronaca

di Gualfrido Galimberti

Qualcosa si muove per la rimozione di una delle aree più degradate della città: l’Amministrazione comunale ha infatti approvato il progetto definitivo ed esecutivo per l’abbattimento della clinica Santa Maria. L’importo fa già capire perché si va per le lunghe: per la sola demolizione il sindaco Alberto Rossi ha dovuto mettere a bilancio addirittura 542mila euro. Importo tutt’altro che irrilevante, giustificato da due fattori. Il primo è lo stato di avanzato degrado della struttura, quello che nei mesi ha portato anche alla pericolosa caduta di calcinacci sui marciapiedi e ha costretto il Comune a intervenire con ordinanze nei confronti della ex proprietà. Il secondo fattore, invece, è dato dalle dimensioni della ex clinica Santa Maria: un immobile di quattro piani fuori terra su una superficie di 4.400 metri quadrati più una ex chiesa di 300 metri quadrati e parte rimasta a giardino. Nulla si sa ancora riguardo al futuro dell’area. Il sindaco non si è mai sbilanciato, limitandosi ogni volta a dire che ogni discorso è prematuro. Molto si sa, invece, della storia recente della ex clinica, situata tra la via Circonvallazione, via Settembrini e via Boccaccio.

Era una struttura sanitaria privata coi fiocchi quando era ancora attiva. Poi l’abbandono e, inevitabilmente, il lento degrado. L’Inps l’aveva rilevata nella convinzione di trasformarla in un centro direzionale, ma alle intenzioni non sono mai seguiti i fatti: questo, nel tempo, ha portato a uno stato progressivo di degrado e di abbandono, a parte la presenza di abusivi che qui cercavano un riparo lontani da occhi indiscreti. Rossi, dopo avere avviato i colloqui con l’Istituto nazionale della previdenza sociale, nel maggio 2019 era stato ricevuto a Roma. Lì aveva avuto modo di esporre la sua intenzione di acquistare l’area. A stabilire il prezzo ci ha pensato l’Agenzia del Territorio, provvedendo alla redazione di una perizia che stabiliva un valore di 332mila euro. Il Comune, un anno fa, ha poi affidato l’incarico a una società specializzata per la redazione del progetto di demolizione.

Il solo incarico è costato altri 57mila euro. Nel luglio 2021 si era arrivati così all’approvazione dello studio di fattibilità tecnica ed economica, con una stima di circa 600mila euro complessivi per l’abbattimento della struttura, pur salvaguardando la chiesetta. Il progetto, in realtà, ha poi rivisto le stime al ribasso, concludendo che con 542mila euro (salvo offerte in diminuzione in sede di bando di gara) si potrà arrivare al risultato sperato. Si tratta di più corpi da abbattere. Il problema di più immediata comprensione è quello dello smaltimento dell’amianto. Molti residenti e alcuni tecnici, tuttavia, già si chiedono se si riuscirà a neutralizzare il disagio causato dalle polveri e a salvaguardare la vivibilità del quartiere.

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