Città del Vaticano, 18 febbraio 2021 - Il Vaticano adotta la linea dura contro i dipendenti che rifiutino di farsi il vaccino senza comprovate esigenze di salute. Lo si legge in un decreto dell'8 febbraio del Presidente della Pontificia Commissione dello Stato della Città del Vaticano, cardinale Giuseppe Bertello, che nel preambolo sottolinea che "si ritiene il sottoporsi alla vaccinazione la presa di una decisione responsabile atteso che il rifiuto del vaccino può costituire anche un rischio per gli altri e che tale rifiuto potrebbe aumentare seriamente i rischi per la salute pubblica". Tanto che, per chi dovesse rifiutarsi di sottoporsi al vaccino, l'articolo 6 prevede diverse sanzioni, che possono arrivare perfino "alla interruzione del rapporto di lavoro" in caso di non comprovate ragioni di salute, in questo richiamando l'articolo 6 di una legge vaticana del novembre 2011.

Il documento prevede che "per lo svolgimento di attività lavorative che comportano mansioni di pubblico servizio, di rapporto con terzi o rischiose per la sicurezza della comunità di lavoro, (la Superiore Autorità) può ritenere necessario avviare una profilassi che preveda la somministrazione di un vaccino". La vaccinazione è volontaria ma il decreto prevede per i dipendenti che non fanno il vaccino per ragioni di salute, il cambio di mansione, anche in difetto, pur mantenendo lo stipendio di origine. 

Il decreto è pubblicato sul sito Vaticanstate.