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11 apr 2022

I segreti degli uomini vicini a Putin: tra falchi e colombe, chi deciderà la guerra

Dal capo dei servizi segreti al leader ceceno (indicati come successori), dal cuoco ai ministri prudenti e interventisti, chi ha i codici nucleari e chi può cambiare la Storia

enrico fovanna
Esteri
epa09882503 Matryoshka dolls depicting the Russian President Vladimir Putin, Ukrainian President Volodymyr Zelensky and British Prime Minister Boris Johnson are on sale at a street market in St. Petersburg, Russia, 10 April 2022. On 24 February 2022, Russian troops had entered Ukrainian territory in what the Russian president declared a 'special military operation', resulting in fighting and destruction in the country, a huge flow of refugees, and multiple sanctions against Russia.  EPA/ANATOLY MALTSEV
Qualche matrioska in vendi a San Pietroburgo attorno al mito di Putin

Mosca - Ecco tutti gli uomini del presidente, tra alleati palesi e avversari occulti, falchi (molti) e colombe. Attorno a Vladimir Putin non ruota soltanto il cerchio magico che brilla all’ombra di ogni potente, ma anche una schiera di personaggi ambigui e misteriosi. Ecco chi sono, qual è il loro ruolo e quale tasso di influenza (o di avversione) possono scatenare nello zar, l’uomo dal quale sembrano dipendere le sorti del mondo, in questa fase della storia. SERGEI LAVROV SERGEI SHOIGU DMITRI PESKOV RAMZAN KADYROV IGOR PANARIN VALERY GERASIMOV ALEXANDER BORTNIKOV SERGEI ROLDUGIN YEVGHENI PROGOZIN ALEXANDER DUGIN ALEXEI NAVALNY SERGEI LAVROV Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, 72 anni, è il poliziotto buono di Putin. Quello che parla sempre con toni distensivi, o quantomeno lo ha fatto fino allo scoppio della guerra. Poi non sono mancati gli strali, soprattutto all’indirizzo della Nato e degli Usa. Ma anche lui deve tenere la posizione. Quel che è certo è che Lavrov, politico di lungo corso molto considerato in Occidente, è la colomba, o almeno una delle colombe su cui punta chi crede alla pace. Non contraddirà mai Putin, mettiamocelo in testa, ma nemmeno sarà tra quelli che spingeranno per la svolta nucleare. SERGEI SHOIGU Il poliziotto cattivo è il ministro della Difesa Sergei Shoigu. Da sempre intransigente e falco all’estremo, è stato al centro di un “giallo” per essere scomparso per 13 giorni dalla scena pubblica che avevano alimentato speculazioni su una sua possibile malattia o su una sua emarginazione a causa dell’andamento della guerra in Ucraina, poi a fine marzo è ricomparso in una nuova riunione al ministero delle Finanze. Tra i ...

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