Ginevra - Si è concluso il primo incontro fra Joe Biden e Vladimir Putin a cui hanno preso parte anche il segretario di Stato, Antony Blinken e il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, oltre agli interpreti. Il vertice proseguirà ora con un incontro più esteso. Contrariamente alla prima sessione, durata un’ora e mezza circa questa volta i due leader sono affiancati dai consiglieri di piu’ alto livello, i ministri degli Esteri. La seconda sessione si svolge in una altro ambiente, i partecipanti sono seduti intorno a un lungo tavolo (la prima sessione si era tenuta invece nella biblioteca della villa, tra pareti di libri e un enorme mappamondo).

Il primo colloquio fra Putin e Biden era iniziato alle 13.44 ed è terminato alle 15.17 ed è quindi durato poco più di un’ora e mezzo. Joe Biden e Vladimir Putin non hanno rilasciato dichiarazioni dopo la stretta di mano davanti a Villa La Grange, sede del vertice di Ginevra. Una giornalista, Jennifer Jacobs, di Bloomberg, ha comunque chiesto a Putin come mai tema così tanto l’oppositore Alexei Navalny, senza però ricevere alcuna risposta dal presidente russo. Joe Biden e Vladimir Putin si sono stretti la mano sulla soglia di Villa La Grange, dopo un significativo momento di esitazione, rotto dal braccio teso del Presidente americano a cui la controparte russa ha risposto. 

I due leader si sono poi diretti all’interno della residenza per dare inizio al vertice, con un colloquio esteso solo ai rispettivi ministri degli Esteri. Dopo circa un’ora, il summit proseguirà con un incontro esteso ad altri esponenti dei governi. Breve scambio di battute tra Joe Biden e Vladimir Putin alla presenza dei giornalisti, prima dell’avvio del loro incontro. “Credo sia sempre meglio incontrarsi faccia a faccia”, ha detto il presidente Usa. “Spero che il nostro incontro sia produttivo”, la replica del leader russo.

C’erano stati momenti di forte tensione tra i giornalisti al seguito dei due leader di Usa e Russia, Joe Biden e Vladimir Putin, all’avvio dell’atteso vertice a Ginevra. I reporter, ammessi insieme ai fotografi nella stanza del faccia a faccia, hanno rivolto ad alta voce domande ai due capi di Stato sovrastandosi a vicenda e bloccando la visuale alle telecamere. Una ressa caotica durante la quale e’ avvenuto anche un corto circuito di comunicazione: uno dei giornalisti ha chiesto a Biden se si fidava di Putin e ha riferito che il presidente americano lo ha guardato e ha fatto un cenno affermativo con la testa. 

Immediata la precisazione della Casa Bianca. La responsabile della comunicazione, Kate Bedingfield, ha precisato, il presidente “molto chiaramente non stava rispondendo a nessuna domanda, ma facendo cenno con la testa rivolto alla stampa in generale”. Le ha fatto eco la portavoce Jen Psaki, che ha parlato di un “generale cenno con il capo in direzione della stampa” da parte di Biden, che “non stava rispondendo a nessuna domanda”, ma solo al caos e al “liberi tutti con i giornalisti che urlavano uno sopra l’altro”. Secondo la corrispondente Anita Kumar, si è trattato della rissa tra giornalisti “piu’ caotica” a cui ha assistito in 9 anni al seguito di eventi presidenziali.

Il servizio penitenziario russo ha consegnato intanto al ministero degli Esteri russo una lista di 17 cittadini statunitensi attualmente detenuti nel Paese. Le autorita’ russe interessate non hanno escluso che la consegna di questo documento sia collegato a un possibile scambio di prigionieri tra Stati Uniti e Russia, frutto del colloquio a Ginevra tra Joe Biden e Vladimir Putin.