Babis Anagnostopoulos con la moglie Caroline  Crouch (foto Instagram/flying.babis)
Babis Anagnostopoulos con la moglie Caroline Crouch (foto Instagram/flying.babis)

Atene - L'ha uccisa durante una lite perché lei lo avrebbe minacciato di lasciarlo e portare via la loro bimba. Sarebbe questo il movente dietro il brutale omicidio di Caroline Crouch, 20 anni, uccisa dal marito reo confesso Babis Anagnostopoulos. il delitto, che risale all'11 maggio, ha tenuto col fiato sospeso la Grecia per settimane. Il marito, pilota di elicotteri e istruttore di volo, aveva infatti raccontato tutta un'altra storia: una rapina in casa finita male da parte di tre scassinatori che, a suo dire, lo avevano legato e avevano soffocato la moglie davanti alla piccola Lydia di quasi un anno. 

Ma il racconto non ha mai convinto fino in fondo gli investigatori, anche a causa di grosse incongruenze tra la sua testimonianza e quanto emerso dalla scena del crimine, nell'appartamento della coppia nel quartiere ateniese di Glyka Nera: non c'erano impronte digitali di estranei, né tracce di Dna a indicare una colluttazione o un'aggressione sessuale. Non c'erano le immagini delle telecamere dell'appartamento né tracce di altri telefoni presenti sulla scena. 

Incastrato dalla tecnologia

Babis Anagnostopoulos scortato fuori dall'ufficio del procuratore di Atene

Ad avvalorare i sospetti degli investigatori sono stati anche indizi hi-tech: la ragazza indossava uno smart watch che registrava i suoi dati biometrici. Grazie a questo si è riuscito a capire che il cuore della giovane batteva ancora nell'orario in cui il marito aveva dichiarato che era stata uccisa. E ancora, il rilevatore di attività del telefono di Anagnostopoulos ha rivelato che nell'orario in cui lui sosteneva di essere stato legato e immobilizzato si aggirava invece per l'appartamento. E infine l'orario in cui era stata rimossa la memory card delle telecamere di sorvechianza della casa non coincideva con quanto inizialmente raccontato alla polizia. 

La confessione

Messo di fronte a tutti questi elementi, dopo otto ore di interrogatorio Babis Anagnostopoulos ha confessato: "Quella notte abbiamo litigato, a un certo punto ha messo la bimba nella culla e e mi ha detto di andarmene, mi ha spinto e picchiato. Non ci ho visto più, l'ho uccisa e ho inscenato una rapina". Per rendere ancora più credibile la sua storia, qualche giorno dopo aveva postato una bellissima foto del loro matrimonio con la scritta, in greco, “Insieme per sempre. Buon viaggio, amore mio". 

Ma dietro a questa facciata, e dietro ai profili social dei due, che sembravano mostrare un rapporto idilliaco, c'era qualcosa che non andava. I due avevano litigato pure nelle ore precedenti l'uccisione, come dimostrato dai messaggi che si sono scambiati, in inglese, e dove si insultavano.

Babis Anagnostopoulos con la moglie Caroline Crouch (foto Instagram/flying.babis)