L'accesso a internet in Myanmar sembra essere stato bloccato per la seconda notte consecutiva dalla giunta militare che ha preso il potere con un colpo di stato lo scorso 1 febbraio. Il gruppo di monitoraggio britannico NetBlocks ha infatti segnalato un "arresto di Internet pressoché totale" dalle 01:00 ora locale (18:30 GMT) di martedì 16 febbraio.  

È il quarto blocco della rete dal giorno del colpo di stato - segnala la Bbc -, poiché la giunta cerca in questo modo di soffocare il dissenso, che in gran parte si manifesta e si coordina online.  In precedenza, le autorità militari avevano annunciato rigide sanzioni per coloro che si opponevano ai militari.  L'ultima interruzione mira a interrompere le proteste contro la giuta militare che ha rovesciato i leader scelti in libere elezioni, tra cui Aung San Suu Kyi, sostenitrice di lunga data per la democrazia, tuttora agli arresti.  

L'accesso a Facebook, un punto di raccolta virtuale per la campagna di disobbedienza civile, è stato fortemente limitato subito dopo il colpo di stato. Anche l'uso di Twitter e Instagram è stato impedito.  Il principale fornitore di telecomunicazioni Telenor ha affermato che non aggiornerà più sul proprio sito Web l'elenco di interruzioni di internet. Ha detto all'agenzia di stampa AFP che la situazione è "confusa e poco chiara", affermando che la sicurezza dei dipendenti è una "priorità assoluta".

La giunta birmana ha dispiegato truppe extra in tutto il paese e ha soffocato Internet per la seconda notte consecutiva mentre sembra intensificarsi la repressione delle proteste contro il colpo di stato. Lo scrive la Afp, aggiungendo che centinaia di manifestanti sono scesi nelle strade di Yangon, affrontando soldati e veicoli blindati.

L'ONU CONDANNA I BLOCCHI DI INTERNET

L'Onu ha intanto condannato i blocchi di Internet che minano i "principi democratici fondamentali" e danneggiano "settori chiave, comprese le banche": lo ha detto il vice portavoce dell'Organizzazione Farhan Haq, dopo che le autorità del Myanmar hanno imposto questo nuovo blocco quasi totale di Internet per la seconda notte consecutiva. In una telefonata con Soe Win, vice comandante dell'esercito birmano, l'inviato Onu per la Birmania, la svizzera Christine Schraner Burgener, ha ammonito che i tagli "avrebbero esacerbato le tensioni nazionali", ha aggiunto il portavoce dell'Onu.