Riad, 25 febbraio 2021 - Una vera e propria bomba, piovuta dalla Cia, sui rapporti tra Biden e gli alleati sauditi. La tesi, anticipata dal sito Axios, è tanto precisa quanto foriera di detonazione diplomatica: il principe ereditario dell’Arabia, Mohammed bin Salman, “approvò” l’omicidio nell’ottobre del 2018 del giornalista saudita Jamal Khashoggi, 60 anni, avvenuto nel consolato del suo Paese a Istanbul. Sarebbero queste, in estrema sintesi, le conclusioni del rapporto dell’intelligence Usa che verrà diffuso nelle prossime ore dall’Amministrazione Biden, secondo tre funzionari americani che avrebbero visionato i dossier citati dal sito dell’emittente “Nbc“.

Oggi il rapporto decrittato 

La valutazione dell’intelligence, basata in gran parte sul lavoro della Cia, era stata in parte anticipata. Ma ora la declassificazione del rapporto segnerà con certezza “un nuovo significativo capitolo” nelle relazioni tra Usa e Arabia Saudita e una netta rottura da parte di Biden con la politica del predecessore Donald Trump, che secondo Biden ha “parlato in modo ambiguo” del ruolo dello Stato saudita nell’omicidio del giornalista. Ieri la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha dichiarato durante un briefing che il rapporto uscirà “presto” (forse già oggi: ndr.), confermando che il presidente americano avrà un colloquio con il re Salman.

La dinamica del delitto

La vicenda è degna di un noir. Khashoggi - giornalista progressista attivo su varie testate saudite - lasciò l’Arabia Saudita nel settembre 2017 e andò in esilio autoimposto e scrisse articoli molto critici sul governo saudita, sul principe ereditario, Mohammad bin Salmane sul re del paese, Salman. Fu anche tra i principali e più influenti oppositori dell’intervento militare saudita in Yemen, che ha causato finora decine di migliaia di vittime civili. La sua morte, nei dettagli, resta ancora oggetto di mistero, anche se è certo che si tratti di omicidio. Il 2 ottobre 2018, Khashoggi entrò nel consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul per ottenere documenti relativi al suo matrimonio; non lasciò mai l’edificio e fu di lì a poco dichiarato persona scomparsa. Anonime fonti della polizia turca pattestarono però che fosse stato ucciso e squartato all’interno del consolato. 

La tesi dei sauditi

Il governo saudita afferma invece che Khashoggi lasciò il consolato vivo attraverso un ingresso posteriore, ma la polizia turca dice che nessuna telecamera lo ha registrato mentre usciva dal consolato. Il 15 ottobre un’ispezione del consolato, eseguita da funzionari turchi, trovò prove di “manomissioni”, cherafforzarono la convinzione che Khashoggi fosse stato ucciso. Il 19 ottobre la TV di stato saudita ha confermato la morte di Khashoggi, avvenuta, secondo la tesi ufficiale, a seguito di un “diverbio” presso il consolato di Istanbul.

L'inchiesta sugli aerei della Cnn

Una versione molto accurata della vicenda è stata fornita anche da una recente inchiesta della Cnn, secondo la quale i due aerei usati dai killer del giornalista saudita Jamal Khashoggi per giungere a Istanbul appartengono al fondo sovrano di Riad, controllato dalla corona saudita e presieduto dal principe ereditario Mohammad bin Salman. Il report cita  documenti depositati in Canada, visionati in esclusiva ed etichettati come "top secret" nei quali sarebbe scritto, testualmente che “secondo le istruzioni di Sua Altezza il Principe ereditario, viene immediatamente approvato il completamento delle procedure necessarie”. Viene quindi spiegato che è stato ordinato di trasferire la proprietà di Sky Prime Aviation nel fondo sovrano saudita da 400 miliardi di dollari alla fine del 2017. Gli aerei della compagnia sono stati successivamente utilizzati nell’uccisione di Khashoggi.

La nebbia di Trump e la mossa della Cia

Secondo le anticipazioni del sito Axios il rapporto dell’Intelligence che verrà diffuso oggi avrà contenuti esplosivi. Donald Trump aveva fatto di tutto per salvare l’immagine di Bin Salman dopo averlo scelto come suo principale alleato nella regione mediorientale, insieme ad Israele. In settimana era stata Avril Haines, nuova direttrice dell’intelligence nazionale dell’amministrazione Biden, ad annunciare durante la cerimonia di investitura al Senato la notizia, dichiarando che il governo “declassificherà una nota segreta della Cia a proposito dell’assassinio di Jamal Khashoggi“.