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25 lug 2022

Export del grano ucraino, dopo la firma e le bombe è lotta contro il tempo

Le esplosioni russe sul porto di Odessa hanno complicato l'applicazione del patto. Ma Ankara assicura che a giorni partirà il primo carico: "Monitoreremo"

25 lug 2022
A farmer stands next to wheat field near Mykolaiv, on July 21, 2022, amid the Russian invasion of Ukraine. (Photo by BULENT KILIC / AFP)
Il grano ucraino è ancora fermo nei porti in attesa di essere esportato
A farmer stands next to wheat field near Mykolaiv, on July 21, 2022, amid the Russian invasion of Ukraine. (Photo by BULENT KILIC / AFP)
Il grano ucraino è ancora fermo nei porti in attesa di essere esportato

Odessa - Nonostante le bombe russe sul porto di Odessa, da cui dovevano partire le navi, il ministero della Difesa turco assicura che gli sforzi per far partire il primo carico di grano bloccato nei porti ucraini “proseguono”. Il comunicato e’ stato emesso dopo che lo scorso venerdi’ Ucraina e Russia hanno siglato un accordo con Turchia e Onu per sbloccare milioni di tonnellate di frumento ferme a causa della guerra. L’accordo comprende anche il passaggio di grano e fertilizzante prodotto dalla Russia. Un’intesa della durata di tre mesi. Realizzarla, considerando l’enorme carico da muovere e le mine che infestano il Mar Nero imponendo rotte obbligate, si presenta come una lotta contro il tempo. “Siamo impegnati nella costituzione di un centro di coordinamento a Istanbul per garantire il passaggio sicuro e la consegna del grano bloccato nei porti ucraini ai Paesi di tutto il mondo. Gli sforzi proseguono per permettere la partenza del primo carico il prima possibile”, si legge nella nota, emessa subito dopo il bombardamento della citta’ di Odessa, principale porto ucraino, il piu’ importante strategicamente. Un attacco cui Ankara ha reagito esprimendo “profonda preoccupazione”, che al di la’ della smentita di aver colpito il porto arrivata dal Cremlino rende l’idea del clima in cui l’accordo e’ stato firmato. La firma costituisce una buona notizia e una prima vittoria per Erdogan, che ha dimostrato ancora una volta di essere l’unico capace di trattare con Mosca e Kiev, ma il clima generale sposta inevitabilmente l’attenzione sul ruolo di mediatore della Turchia, il Paese cui Russia e Ucraina hanno detto si siglando un accordo a tempo che alla prima violazione potrebbe precipitare tra un prevedibile gioco di accuse e smentite. Sta ad Ankara ora accelerare per la costituzione del centro di coordinamento, su cui l’accordo era stato annunciato quasi due ...

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