LUTTO NAZIONALE E BANDIERE A MEZZ'ASTA

Bandiere a mezz’asta oggi in tutti i comuni italiani per la morte dell’ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere Iacovacci e dell’autista Mustapha Milambo, uccisi in Congo. “La brutale esecuzione dell’ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo, Luca Attanasio, di Vittorio Iacovacci, il carabiniere della sua scorta, e di Mustapha Milambo, l’autista che li accompagnava – afferma il presidente dell’Anci Antonio Decaro – ha lasciato sgomenti tutti gli italiani. Ed è a nome di tutti gli italiani, per onorare la memoria di questi uomini e il lutto che ha colpito le loro famiglie, che chiedo a tutti i sindaci italiani di esporre la bandiera a mezz’asta. Sull’esempio di quanto deciso dal sindaco di Limbiate, il Comune in cui Attanasio era nato, e associandoci all’intenzione di tutti i rappresentanti delle istituzioni nazionali, manifestiamo insieme, come un’unica comunità, la nostra partecipazione alle famiglie che hanno perso i loro cari e la nostra appartenenza al Paese del quale Attanasio e Iacovacci erano leali servitori”.

LE MILIZIE ACCUSANO I MILITARI

Le Forces Democratiques de Liberation du Rwanda, note come Fdlr, "smentiscono ogni coinvolgimento" nell'agguato nel quale è stato ucciso l'ambasciatore italiano Luca Attanasio: così oggi all'agenzia Dire un portavoce del gruppo ribelle, Cure Ngoma, che ipotizza invece responsabilità di militari regolari. "Non abbiamo alcuna postazione nella zona" sottolinea il rappresentante dei ribelli, una formazione composta perlopiù da combattenti hutu con basi nella provincia del Nord Kivu, a ridosso del confine con il Ruanda.

"Secondo le informazioni delle quali disponiamo - riferisce Ngoma - il convoglio dell'ambasciatore è stato attaccato in una zona detta delle 'tre antenne', lungo la frontiera con il Ruanda, non lontano da postazioni dell'esercito congolese, le Fardc, e di militari ruandesi, le Forces de Defense Rwandaises". Il portavoce continua, rilanciando una versione diffusa anche in una nota: "I responsabili di questo assassinio ignobile vanno cercati nei ranghi di questi due eserciti e dei loro sostenitori, che hanno stretto un'alleanza contro natura per continuare a saccheggiare l'est della Repubblica democratica del 
Congo".

Secondo Ngoma, il governo di Kinshasa e la missione di peacekeeping delle Nazioni Unite "dovrebbero ora avviare un'inchiesta seria invece di ricorrere ad accuse odiose". L'agguato si è verificato ieri mattina, lungo la strada che dal capoluogo Goma conduce in direzione del territorio di Rutshuru e del parco nazionale di Virunga. Tre le vittime: oltre ad Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo, autista del Programma alimentare mondiale (Wfp). Altre tre persone, parte della delegazione, risulterebbero disperse. Interrogato su questo punto, Ngoma ha detto di non disporre di "informazioni sicure".

Ieri pomeriggio il governo congolese ha accusato dell'imboscata "elementi" delle Fdlr. Il gruppo ribelle ha stabilito basi nel Nord Kivu dopo il genocidio in Ruanda del 1994 e resta una forza di opposizione sia nei confronti dell'esecutivo di Kinshasa che di quello di Kigali, insediato dopo le stragi di 27 anni fa perlopiu' con il sostegno di combattenti tutsi.