E la maledizione continua... Per un guasto a una centralina del Palazzo di Giustizia, ieri c’è stato un blackout informatico in vari uffici sul lato che si affaccia su via Manara, in particolare buona parte di quelli della Procura. Pur a non voler considerare l’ipotesi di un hacker (o di un sabotaggio) il nuovo guaio si inserisce nella catena di sfortune e mezzi disastri che negli ultimi tempi hanno afflitto la cittadella giudiziaria. Prima l’incendio dovuto a un cortocircuito che ha devastato buona parte del...

E la maledizione continua... Per un guasto a una centralina del Palazzo di Giustizia, ieri c’è stato un blackout informatico in vari uffici sul lato che si affaccia su via Manara, in particolare buona parte di quelli della Procura. Pur a non voler considerare l’ipotesi di un hacker (o di un sabotaggio) il nuovo guaio si inserisce nella catena di sfortune e mezzi disastri che negli ultimi tempi hanno afflitto la cittadella giudiziaria. Prima l’incendio dovuto a un cortocircuito che ha devastato buona parte del settimo piano compresa la cancelleria dei gip, poi l’allagamento legato allo scoppio di un tubo dell’aria condizionata, quindi i dubbi (poi risolti) sulla presenza di amianto nei controsoffitti.

Per non dire dei molteplici contagi da virus (anche due morti tra gli addetti ai lavori ) o tornare indietro di un anno e mezzo alla rovinosa caduta dalle scale di un giovane avvocato che forse resterà paralizzato per colpa dei parapetti non in regola, o ancora più indietro, fino alla caccia all’uomo scatenata anni prima da un imprenditore fallito che si vendicò sparando e uccidendo nell’aula del suo processo un avvocato testimone e poi nel suo ufficio un giudice, con un’arma introdotta in tribunale senza che il metal detector la rilevasse. Tornando al guaio di ieri, nulla ovviamente in confronto alle tragedie - ma riprova che il vecchio Palazzo meriterebbe una manutenzione più adeguata che i vertici giudiziari evidentemente non riescono ad assicurare - in gran parte delle stanze del quarto piano i computer sono andati in tilt e l’attività dei pm, che si svolge principalmente attraverso il web, è rimasta bloccata. I tecnici hanno lavorato per ripristinare la rete ma facendo sapere che si tratterebbe di "un problema serio".

Il guasto si sarebbe verificato a quello che i tecnici chiamano “power center“, e cioè una delle cabine di trasformazione della corrente elettrica installate all’interno dell’edificio per servire i vari uffici. Già da domenica sera proprio la centralina che distribuisce l’elettricità al quarto piano, dove ci sono gli uffici dei pubblici ministeri, era andata in tilt bloccando il loro lavoro. E ieri, per esempio, molti avevano i pc accesi ma non collegati a internet, cosa che ha impedito loro a maggior ragione le riunioni “da remoto“ e più in generale di utilizzare il sistema informatico per proseguire l’attività.

Inoltre, in alcune stanze i telefoni erano muti e le stampanti o le fotocopiatrici funzionavano a singhiozzo anche perché per procedere a risolvere il guasto del “power center“ i tecnici hanno dovuto disattivare momentaneamente la corrente.

M.Cons.