Roberto Maroni
Roberto Maroni

Milano, 7 luglio 2016 - Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, è arrivato in Tribunale a Milano per seguire per la prima volta l'udienza del processo in cui figura tra gli imputati per la vicenda delle presunte pressioni esercitate per far ottenere un lavoro e un viaggio a Tokyo a due sue ex collaboratrici. Oggi i giudici hanno respinto tutte le eccezioni preliminari presentate dalla difesa del Governatore, tra cui la richiesta di azzerare le fasi processuali successive alla notifica dell'atto di chiusura indagine e il trasferimento per competenza del trasferimento a Roma. Maroni è imputato assieme ad Andrea Gibelli, segretario generale del Pirellone e presidente di Ferrovie Nord Milano, Mara Carluccio, ex sua collaboratrice al Viminale e il capo della sua segreteria, Giacomo Ciriello. Le accuse sono turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e induzione indebita.

"Questa è una vicenda assurda - ha detto Maroni -. Vengo processato per un viaggio che non ho fatto, non c'è stato nessun danno ne' ala Regione Lombardia ne' ai contribuenti. Ho fatto quello che, da governatore, dovevo fare, e lo rifarei. Le accuse sono assurde e infondate. Non voglio entrare nel merito della vicenda, sono qui per seguire personalmente tutte le fasi dell'udienza e sono certo che sarà dichiarata la mia estraneità". Questo il commento di Roberto Maroni pronunciato in una pausa del processo a Milano.

Il pm di  Milano Eugenio Fusco ha chiesto di citare come teste l'attuale sindaco del capoluogo lombardo ed ex commissario di Expo Giuseppe Sala. Sala dovrebbe testimoniare in relazione al capo d'imputazione in cui Maroni viene accusato di avere esercitato pressioni indebite per far si' che la sua ex collaboratrice, Maria Grazia Paturzo, venisse inserita nella delegazione della Regione per un viaggio a Tokyo spesata da Expo. La difesa del presidente lombardo ha inserito nella lista dei testimoni, tra gli altri, l'ex primo cittadino Giuliano Pisapia e l'ex ministro degli Esteri Federica Mogherini, attuale alto rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri. Stamattina il collegio ha respinto le eccezioni di competenza territoriale a favore di Busto Arsizio o Roma presentate dalla difesa Maroni e ha bocciato anche l'eccezione di nullita' del decreto di rinvio a giudizio. E' stato, inoltre, escluso il Codacons, unica parte civile che aveva chiesto di essere ammessa.