Milano, 14 aprile 2019 -  Dopo il caso delle opere “velinate”, un nuovo faro si accende sulla pinacoteca di Brera, con due sale del museo invase nei giorni scorsi dall’acqua piovana. Era il gennaio del 2017 quando destò scalpore la decisione di coprire una quarantina di opere per proteggerle dall’umidità anomala, che rischiava di rovinare alcuni dipinti.

Ora una nuova infiltrazione d’acqua, con pioggia che nei giorni scorsi ha invaso due sale dove sono custoditi alcuni dei tesori della pinacoteca di Brera. A denunciarla, in una lettera inviata al direttore James Bradburne, è il segretario della Cisl Funzione Pubblica Milano Metropoli, Giorgio Dimauro. Le opere d’arte sono state salvate nel cuore della notte dall’allagamento nelle stanze di Brera solo grazie al rapido intervento dei custodi, quando l’acqua aveva già raggiunto la cornice di un dipinto del pittore rinascimentale Paris Bordon, uno dei maestri veneti. Due casi - come testimoniato dal video visibile sul sito www.ilgiorno.it/milano - avvenuti a poche ore di distanza, nei giorni dell’invasione di turisti per il Salone del mobile, sono finiti al centro di una richiesta di incontro per spiegazioni «in merito all’allagamento di alcune sale della pinacoteca» inviata dal sindacalista Dimauro a Bradburne e al ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli.

Il primo episodio risale alla notte tra martedì e mercoledì scorso quando, ha riferito il sindacalista, l’acqua piovana dall’esterno si è infiltrata dalle pareti di una delle sale ed è arrivata fino alla cornice del dipinto di Bordon, senza però raggiungere la tela. I custodi notturni sono intervenuti appena in tempo: il dipinto è stato coperto e spostato in un’altra sala del museo: adesso si troverebbe ancora in laboratorio, per accertamenti sulla cornice.

A poche ore di distanza, la notte successiva, un nuovo temporale e un altro allagamento, questa volta nella sala che ospita le opere del pittore fiammingo Pieter Paul Rubens, dal valore inestimabile. La pioggia si è infiltrata dal soffitto cadendo con forti scrosci, fortunatamente senza lambire i dipinti. Si è formata una pozzanghera, e presto l’acqua ha coperto il pavimento. Anche in questo caso sono intervenuti i custodi, che subito hanno messo in sicurezza l’area e asciugato il pavimento. Episodi che - evidenzia il sindacalista - «accendono un faro sulla manutenzione nel museo milanese visitato da migliaia di turisti di tutto il mondo».

La richiesta di chiarimenti a Bradburne riguarda anche la sicurezza, per il «deposito presso gli armadietti all’ingresso della pinacoteca di oggetti non riconducibili ai visitatori del museo». Il riferimento è a un episodio dello scorso 11 aprile, quando i custodi hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per un pacco ‘sospetto’ in un armadietto. Dai controlli è subito emerso che si trattava di effetti personali lasciati lì da due turisti stranieri, che poi si erano allontanati per visitare il centro di Milano e le installazioni del Fuori Salone. Un falso allarme che, però, secondo il sindacalista è indice della necessità di investire sulla sicurezza. «Non bisogna militarizzare Brera – conclude – ma sarebbe utile lasciare almeno una guardia giurata all’ingresso, pronta a intervenire in caso di necessità».