Roberto Prioreschi* Destinando oltre il 75% delle risorse totali alle opere infrastrutturali, il PNRR ha fatto propria l’attenzione alla politica energetica e ambientale e rappresenta un’opportunità unica di realizzare una “piattaforma abilitante” per il più ampio sforzo di transizione ecologica del Paese. Tuttavia, ci sono altri due aspetti da considerare nella valutazione del PNRR, di breve e di lungo...

Roberto

Prioreschi*

Destinando oltre il 75% delle risorse totali alle opere infrastrutturali, il PNRR ha fatto propria l’attenzione alla politica energetica e ambientale e rappresenta un’opportunità unica di realizzare una “piattaforma abilitante” per il più ampio sforzo di transizione ecologica del Paese. Tuttavia, ci sono altri due aspetti da considerare nella valutazione del PNRR, di breve e di lungo periodo. Innanzitutto, i tempi previsti per impiegare le risorse stanziate dal piano: in Italia, 5 anni sono pochi. È necessario agire urgentemente su processi e sovrastrutture in ottica di estrema semplificazione e de-burocratizzazione.

Nel lungo termine, invece, gli impieghi dei fondi devono essere valutati in ottica future back, definendo gli obiettivi di lungo periodo che vogliamo raggiungere individuando fin d’ora il percorso, le azioni e gli strumenti più adeguati da implementare. Bisogna passare dai piani alle azioni per realizzare davvero la transizione ecologica del nostro Paese. Partendo dallo scale up delle tecnologie pienamente industrializzate (ad esempio rinnovabili tra cui proprio il solare ed efficienza energetica), è necessario investire anche su aree nuove: la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili complementari, la semplificazione del contesto regolatorio e di mercato, l’efficientamento energetico di settori finora meno esplorati, come quello residenziale e dei trasporti, le tecnologie rinnovabili non ancora competitive o mature in Italia (ad esempio agrivoltaico), con un’ottica di sostenibilità del territorio.

Tutte queste, per l’Italia, se colte con lungimiranza, possono rappresentare in modo bilanciato importanti leve di leadership tecnologica. Sicuramente i 200 miliardi di euro del PNRR sono un punto di partenza molto importante, ma la transizione verso un’economia net zero al 2050 può richiedere investimenti in Italia per 3.000 miliardi di euro. Questi volumi di investimento non possono essere sostenuti senza un nuovo approccio collaborativo e coordinato pubblico-privato.

*Managing director

Bain & Company Italia