Folla in corso Como venerdì sera
Folla in corso Como venerdì sera

Milano, 24 maggio 2020 - Da via Lecco a via Teodosio, da piazza XXV Aprile, corso Como e corso Garibaldi fino alle Colonne di San Lorenzo, il venerdì sera ha visto riaffacciarsi la movida milanese con assembramenti fuori dai locali e pochissime mascherine, molte tenute sotto il mento per poter sorseggiare drink o fumare sigarette. "In barba al distanziamento e al rispetto delle norme anti contagio", tuonano diversi residenti. Ma qualche sanzione c’è stata. Sette quelle comminate dalla polizia locale, spesso intervenuta insieme a polizia, carabinieri e Guardia di Finanza. E in un caso la multa è scattata dopo un intervento sollecitato proprio dai residenti. Nel dettaglio, venerdì sera sono state 4 le multe per assembramento inflitte ad altrettanti locali: importo 400 euro.

Le altre multe sono state inflitte, formalmente, per occupazione di suolo pubblico non autorizzata. Le zone dove sono scattate le sazioni sono l’asse XXV Aprile, Foppa, Garibaldi e poi in zona Porta Venezia e in via Rembrandt. Capannelli di persone in strada, fiumi umani a passeggio. Come se il Covid non avesse lasciato traccia e non richiedesse, ancora, accorgimenti per evitare contagi. Sui social c’è chi ironizza e chi stigmatizza il comportamento "da irresponsabili". Biagio D’Anelli, opinionista e dj da 87.200 follower su Instagram, posta una foto scattata in corso Como: "È di ieri! Va bene uscire, va bene salutare amici, ma non capisco cosa non capiate nella frase “non fate assembramento“. A questo punto apriamo le discoteche...".

Dalle vie Lecco e Teodosio sono partite lettera a prefetto, questore e sindaco: "Numerose le chiamate di residenti alle forze dell’ordine venerdì sera – spiega Marco Cagnolati, del Municipio 3 – Si sono verificati assembramenti, c’erano moltissime persone senza mascherina o con mascherina abbassata, incuranti della distanza di sicurezza". Giovedì sera, i gestori del Pogue Mahone’s in zona Porta Romana avevano tenuto la serranda semi-abbassata per sensibilizzare al rispetto delle regole, perché "alla felicità del primo giorno di riapertura hanno fatto seguito il fastidio di dover ripetere troppe volte a troppi di rispettare le regole, lo stupore per risposte al limite dell’assurdo, il timore di multe".