Moda Uomo, torna il cappello
Moda Uomo, torna il cappello

Milano, 11 gennaio 2019 - Tutto pronto per Milano Moda Uomo, che prende il via questa sera (fino al 14 gennaio) con le collezioni autunno/inverno 2019-20.  In programma 27 sfilate e 14 presentazioni, molti esordi e tanti attesi ritorni, con qualche spettacolare evento speciale.

A compensare alcune assenze (tra coloro che saltano questa edizione c’è anche Giorgio Armani, che sfilerà co-ed a febbraio, nei giorni del womenswear), è un poker di debutti, con i brand United Standard, Magliano, Bed J.W. Ford, Spyder e Numero 00 che entrano in calendario. Tra i ritorni spicca John Richmond, al rilancio con un nuovo proprietario, mentre a sfilare co-ed saranno Daks, Dsquared2, Frankie Morello, Isabel Benenato, lo stesso John Richmond, M1992, Marcelo Burlon County of Milan, Maioran, Neil Barrett, Sartorial Monk, Spyder e Sunnei.

Quanto ai nomi storici della moda maschile, ad aprire le danze nel capoluogo lombardo sarà Ermenegildo Zegna, mentre nei giorni successivi sfileranno Marni, Versace, Prada, Emporio Armani e Fendi. Alla sfilata di Zegna seguirà l’opening party di Milano Moda Uomo “Elevator to the Future”, organizzato da Camera Nazionale della Moda Ita­liana in collaborazione con Confartigianato Imprese, con il supporto di Mise, Ice Agenzia, il Comune di Milano in qualità di partner istituzionale e la partnership artistica con The Italian New Wave\Club to Club.  In chiusura di manifestazione, lunedì 14 gennaio, sarà l’evento di Gucci al Gucci Hub “Motus presenta MDLSX con Silvia Calderoni”.

Le sfilate nel capoluogo lombardo raccolgono il testimone dalla 95esima edizione di Pitti Immagine Uomo che, nella giornata di ieri, ha comunicato i primi dati sui trend di affluenza. “I numeri dei compratori italiani – si legge nella nota ufficiale – dovrebbero registrare un calo intorno all’8%, mentre l’estero dovrebbe confermare gli stessi livelli raggiunti alle ultime edizioni”. Durante l’edizione di un anno fa, i compratori nei quattro giorni furono quasi 25 mila, in crescita del 2,5% sul 2017. 

 Guardando ai principali mercati esteri, la Germania si conferma mercato di riferimento del salone, con numeri “complessivamente in leggero aumento”. Era invece atteso, continua la nota di Pitti Immagine, il calo dei buyer francesi e di quelli provenienti dal Regno Unito. La flessione di questi ultimi è stata, tuttavia, “meno accentuata rispetto a quanto lasciavano attendere i risultati della Brexit”. In sostanziale stabilità le presenze dall’Olanda, mentre è positiva la performance della Svizzera, del Belgio, dei Paesi Scandinavi, della Grecia, del’Ucraina, e, guardando oltre l’Europa, di Paesi come Canada, Hong Kong, India e Taiwan.