Alberto Cartasegna e Filippo Mottolese
Alberto Cartasegna e Filippo Mottolese

Milano, 28 settembre 2017 - È la startup della pasta. È l’impresa milanese di due intraprendenti ragazzi di 28 anni, uno ligure-piemontese, l’altro salentino, che in città hanno lanciato con successo un locale, il “Miscusi” di via Pompeo Litta, a due passi da piazza Cinque Giornate, che celebra ed esalta in modo non banale, come vedremo, il cibo per eccellenza degli italiani: la pasta. Nel nostro Paese se ne consumano 24 chili pro capite all’anno. Sono partiti da questo numero Alberto Cartasegna e Filippo Mottolese prima di lanciarsi in questa avventura. Entrambi erano freschi di studi di economia, non venivano dalle scuole di cucina, non avevano parenti chef o ristoratori. Solo cultura gastronomica e tanta passione.

Eppure dovevano avere le idee chiare ed essere molto convincenti se nella loro scommessa ha creduto un imprenditore miliardario come il tedesco Alexander Samwer, cofondatore di Rocket Internet, il maggior acceleratore europeo di e-commerce, che dall’inizio ha investito in “Miscusi” e che ora, insieme ad altri soci, consentirà ai due ragazzi di raddoppiare, con l’apertura ai primi di novembre di un nuovo locale vicino alla Centrale, e poi di varcare i confini esportando il format in Germania, a Berlino. Parliamo di finanziamenti per oltre un milione di euro. «L’idea è nata - spiegano i fondatori - vedendo le catene di ristorazione nel mondo. Ci sono quelle che fanno gli hamburger, quelle che fanno la pizza, quelle che fanno sushi e sashimi. Perché non c’è nessuno, a livello internazionale, che fa pasta? Eppure la pasta piace a tutti. Allora ci siamo detti: proviamoci noi». “Miscusi” è un originale fast food di pasta fresca. Il cliente arriva e sceglie il tipo di pasta che preferisce che è tutta freschissima, fatta in casa la mattina stessa, creata nel pastificio a vista interno al locale con grano biologico di Altamura macinato al momento. Se ne consumano quasi 50 chili ogni giorno.

Dopo aver scelto il tipo di pasta preferito possiamo sbizzarrirci con i condimenti. Dai classici pomodoro e basilico, ragù alla bolognese, carbonara, cacio e pepe, amatriciana, pesto alla genovese a quelli più elaborati come ad esempio spaghetti con pomodoro, stracciatella, crema di pistacchi e pinoli. Con un minimo supplemento di un paio di euro è possibile arricchire il piatto con altri ingredienti, come la burrata o la stracciatella, la crema di pistacchi, le noci o le mandorle. Gli ingredienti sono rigorosamente stagionali. Nei mesi freddi sono in arrivo piatti con la zucca, i funghi porcini, i tartufi, le verze. Il locale (aperto sette giorni su sette, a pranzo e a cena) è sempre affollato da una clientela eterogenea. A pranzo ci si serve da soli: per un buon piatto di pasta e un bicchier di vino si spende sui 10 euro. A cena i prezzi sono gli stessi ma si viene serviti a tavola dai camerieri e con un po’ più di calma ci si può concede re anche un’insalata o un tiramisù.