Mini alloggi “Ancora a casa”. Un tetto e un pasto a chi è solo

Il progetto è dedicato alle persone anziane in caso di sfratto, abitazione non adeguata ed emarginazione. Quattro le strutture, in caso di bisogno erogati servizi extra come le pulizie: l’avviso pubblicato a giorni.

Mini alloggi “Ancora a casa”. Un tetto e un pasto a chi è solo
Mini alloggi “Ancora a casa”. Un tetto e un pasto a chi è solo

Un servizio dedicato alle persone anziane che vivono situazioni di solitudine, emarginazione sociale, sfratto o sono prive di alloggio o con una collocazione abitativa non adeguata alle proprie condizioni psico-fisiche e sanitarie. Il progetto "Ancora a casa", avviato in modo sperimentale da alcuni anni, prevede di destinare ad anziani in condizioni di disagio sociale o abitativo quattro minialloggi comprensivi di servizi igienici e angolo cottura, oltre a uno spazio a uso comune, nell’immobile di proprietà comunale di via Papa Giovanni XXIII. Un modo per affrontare la solitudine e le condizioni economiche di disagio per i tanti anziani che abitano Cesano. È inoltre previsto il supporto agli ospiti e il monitoraggio della struttura da parte di un operatore qualificato che tiene tutto sotto stretto controllo. In caso di bisogno, infatti, ai residenti saranno erogati alcuni servizi integrativi di natura domiciliare, tra cui pasti, igiene personale e ambientale. Per accedere al progetto, basta presentare la domanda dopo aver consultato l’avviso che sarà pubblicato nei prossimi giorni. Possono presentare la domanda per l’assegnazione dell’alloggio anziani soli o coppie residenti a Cesano Boscone, autosufficienti sul profilo psico-fisico (ed eventuale condizione di invalidità purché inferiore al 67%), non proprietari di case, con un Isee non superiore a 20mila euro. La graduatoria sarà formulata in base ai punteggi indicati nel nuovo Regolamento approvato dal Consiglio comunale nella seduta del 28 novembre scorso. Gli assegnatari dovranno corrispondere mensilmente un’indennità a titolo di partecipazione alle spese, determinata in base all’Isee.

"Si tratta di un progetto cui crediamo molto - sottolinea l’assessora al Welfare Mara Rubichi - un servizio in grado di evitare l’inserimento in istituto di persone anziane fragili ma ancora almeno parzialmente autosufficienti, prive però di una rete familiare che le possa supportare. Vogliamo garantire loro il mantenimento dei rapporti sociali e le relazioni col territorio, anche mettendo a disposizione forme di assistenza: potranno contare su operatori per la gestione di commissioni pratiche o contatti con il medico e il servizio sociale del Comune".

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