La foto di un corridoio al San Paolo diffusa da Gregorio Mammì
La foto di un corridoio al San Paolo diffusa da Gregorio Mammì

Milano, 22 ottobre 2019 - Il maltempo non ha dato tregua a Milano, sferzata nel weekend e ieri da una pioggia incessante che ha fatto salire a un passo dall’esondazione i livelli del fiume Seveso: il picco di 2,99 metri è stato raggiunto alle 7.20 di ieri mattina, l’acqua si è fermata a un centimetro dallo straripamento. Il Lambro si è fermato sopra i 2 metri. Strade allagate, alberi crollati, infiltrazioni negli edifici – soprattutto quelli pubblici più malmessi, dalle scuole all’ospedale San Paolo – e scantinati: superlavoro per i vigili del fuoco, con una settantina di interventi solo a Milano, e per la polizia locale che ha dovuto gestire il traffico.

Era una pioggia da record, sottolinea l’assessore Marco Granelli: «In via Arbe, a Niguarda, da mezzanotte alle 14 sono caduti 76 millilitri di pioggia, il 50% rispetto ai 152 caduti dall’inizio di ottobre e il 10% rispetto ai 718 dall’inizio del 2019». Il 10% di tutta la pioggia dell’anno, concentrato ieri. Per i cittadini è stata un’odissea: «Le strade sembrano fiumi, avanzare con le auto è impossibile», una delle tante testimonianze raccolte in zona Comasina. Tra le aree più critiche i sottopassi di viale Rubicone e via Astesani, diventati piscine. Gonfio d’acqua pure il sottopasso di via Negrotto, zona Villapizzone, che ogni volta costringe gli abitanti a un isolamento forzato. Chiusi per allagamenti anche quelli di La Spezia, Lombroso, Varsavia e Bussa, riaperti tutti dopo alcune ore (gli ultimi alle 16). Mezzi a passo d’uomo in via Inganni, una porzione di via Solari interdetta al passaggio, semafori in tilt nella zona di via Melchiorre Gioia, dove è stato transennato un lato di pista ciclabile a ridosso della Biblioteca degli Alberi. Al parchetto di via Primo Mazzolari «l’acqua ha sommerso pure la fontana», mostra un abitante con il cellulare.

Scene uguali da un quartiere all’altro, colonne di mezzi e pedoni costretti a fare lo slalom tra pozzanghere gigantesche e anche ad aggirare alberi crollati, come in viale Elvezia.  Scene , purtroppo, già viste in passato all’ospedale San Paolo, dove le pozzanghere, sebbene più piccole, erano nei corridoi che portano agli spogliatoi del personale. Lo denuncia con foto e video il consigliere regionale dei 5 Stelle Gregorio Mammì, e attacca l’assessore al Welfare Giulio Gallera: «Ha perso tre anni parlando di un nuovo ospedale (per unire il presidio al San Carlo, ndr ) e non è ancora definita l’area di edificazione, intanto l’assenza di manutenzioni è sotto gli occhi di tutti».