La reazione dei compagni: "Mia figlia ora ha paura"

Genitori preoccupati. Gli psicologi incontrano chi ha assistito all’aggressione .

La reazione dei compagni: "Mia figlia ora ha paura"

La reazione dei compagni: "Mia figlia ora ha paura"

Sono passati quattro giorni dall’aggressione allo studente della scuola per cuochi, pasticceri e direttori di sala e di bar di via Gigli a Pieve Emanuele e la situazione lentamente sta tornando alla normalità. Ieri gli psicologi hanno iniziato a incontrare gli studenti, per primi quelli che hanno assistito alla scena cruenta, una ventina. Le notizie positive che giungono dall’ospedale, e che riferiscono di possibili dimissioni dello studente di 16 anni aggredito, stanno contribuendo a rasserenare gli animi anche se lo choc è stato forte. "Mia figlia ora ha paura di andare a scuola, per questo l’accompagniamo tutti i giorni – racconta una madre –. Una storia brutta che speriamo si chiuda presto". A quanto racconta un’altra mamma, il cui figlio frequenta il primo anno, ci sono ancora tanti ragazzi che vivono queste vicende come un gioco. "Secondo alcune “voci di corridoio“, il ragazzo accoltellato sarebbe stato aggredito in seguito a una “missione punitiva“, perchè avrebbe litigato con una ragazzina amica del diciottenne e le avrebbe dato uno schiaffo. Insomma storie di prepotenza e bullismo che rischiano di rovinare i nostri figli".

"I ragazzi sicuramente sono rimasti tutti scioccati e anche noi genitori – racconta Toti Piacentino, rappresentante dei genitori della seconda A Bar e Sala –. Io personalmente la mattina dopo ho accompagnato a scuola mia figlia per rasserenarla un po’ e farle sentire la mia vicinanza e la mia presenza. Dopo aver discusso con lei di quanto è accaduto, non ne parliamo più perché queste brutte storie devono essere dimenticate. Purtroppo la filosofia imperante oggi è: finché capita agli altri non ci preoccupiamo. Nessuno di noi ovviamente ha dato colpa alla scuola o alle istituzioni, in quanto si sono comportate in maniera egregia e già ieri hanno mandato alcuni psicologi che hanno iniziato a sentire i ragazzi, in particolare quelli più scossi, ossia coloro che hanno assistito all’aggressione. Per fortuna il ragazzo sta meglio e nei prossimi giorni dovrebbe uscire all’ospedale questo sta aiutando a far diminuire la tensione".

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