Andrea Masi, morto in un incidente sul lavoro
Andrea Masi, morto in un incidente sul lavoro

Milano, 7 novembre 2018 - I messaggi di cordoglio degli insegnanti, un ricordo sull’home page del sito della scuola e la promessa di osservare un minuto di silenzio il giorno del funerale in modo che tutto l’istituto scolastico Ipsia di via Mantegazza, quello dove si era recato in visita pochi giorni prima di morire, si fermi per ricordare la tragedia del suo ex studente. Come anticipato nel weekend il dirigente scolastico Alberto Ranco ha concordato con gli ex compagni di classe e i docenti un modo semplice ma intenso per ricordare Andrea Masi, 18enne vittima di un incidente sul lavoro avvenuto nel parcheggio sotterraneo del Portello il 31 ottobre.

Secondo molte testimonianze, il cislaghese sarebbe stato seduto sul parapetto di una piattaforma elevatrice per lavorare a un quadro elettrico fissato al soffitto. All’improvviso ha sbattuto contro un’architrave, ha perso i sensi ed è caduto tramortito a terra. Il preside Ranco ha firmato il ricordo che compare sulla home page della scuola, dove il giovane cislaghese aveva ottenuto la qualifica di operatore elettrico quest’anno. «

La morte prematura di un 18enne che tanti di noi hanno conosciuto ci deve porre tante domande per riflettere su come è possibile morire sul luogo di lavoro? Perché morire a 18 anni? Perché accadono queste cose?» Forse questo è il momento del silenzio, della vicinanza alla famiglia, del rispetto del dolore delle persone, della riflessione sul senso della propria vita». Non manca su suggerimento per i giovani toccati dalla tragedia: «Il modo migliore per tenere viva la memoria di Andrea e dei giovani come lui è quella di vivere bene la quotidianità per cercare di realizzare i propri sogni nel miglior modo possibile». E continua: «Nei prossimi giorni avremmo l’occasione di dimostrare la vicinanza alla famiglia e ai suoi cari. Osserveremo un minuto di silenzio alle 11.30 il giorno del funerale ma stiamo pensando, con docenti e studenti, anche altri modi per ricordarne la memoria, riflettere sulla vita, sulla professione e sugli incidenti sul lavoro».