Il Milan deposita gli atti di acquisto dei terreni e pensa alla bonifica

Il Milan punta a San Donato per il nuovo stadio da 70mila posti, ampliando le aree a disposizione e accelerando il progetto. Il Comune procede nonostante le controversie, con l'arcivescovo che chiede approfondimenti sull'impatto.

Il Milan deposita gli atti di acquisto dei terreni e pensa alla bonifica

Il sindaco Squeri ( a sinistra) con alcuni componenti del comitato “No stadio“

San Siro resta sullo sfondo, la priorità del Milan è San Donato col progetto di uno stadio da 70mila posti nell’area San Francesco. Non a caso, il Diavolo ha perfezionato il suo investimento nella città dell’Eni acquistando ulteriori terreni, contermini al già acquisito comparto San Francesco. L’operazione fa salire a 660mila metri quadrati le aree oggi in capo al club: una superficie doppia rispetto a quella originale, che corrispondeva a 300mila metri quadrati. E benché nei nuovi appezzamenti rientrino anche porzioni di Parco Sud, dove non sono previste edificazioni, si conferma l’interesse dei rossoneri per San Donato e la volontà di accelerare sulla costruzione di un impianto di proprietà. A giorni il club depositerà in Comune i certificati di avvenuta stipula per l’acquisto degli ultimi terreni. Per il progetto del nuovo stadio RedBird ha messo a bilancio un ammontare complessivo di 40 milioni di euro comprensivo, oltre che dell’acquisizione delle aree, della documentazione per la richiesta di variante urbanistica e di ulteriori passaggi, sempre legati al nuovo impianto.

Ancora. In accordo con la Polizia di Stato, a breve sarà avviato un percorso di pulizia e recinzione dell’area, oggi degradata e spesso oggetto di occupazioni abusive, sulla quale insiste il progetto del futuro stadio. Intanto, nonostante la tegola giudiziaria che si è abbattuta sul Milan, con l’ipotesi che la vendita della società dal fondo Elliott a RedBird nel 2022 fosse fittizia, il Comune di San Donato è intenzionato a proseguire nell’iter legato alla richiesta di variante urbanistica. Pur in un clima di cautela e in attesa di capire gli sviluppi della vicenda, "noi andiamo avanti con la valutazione del progetto. A breve verrà depositata la richiesta formale per l’Accordo di programma", annuncia l’assessore alle opere pubbliche Massimiliano Mistretta.

Sul territorio il progetto oscilla tra sostenitori e oppositori. Perplessi i monaci di Chiaravalle, la cui abbazia verrebbe a trovarsi a soli 850 metri dall’impianto sportivo. L’arcivescovo di Milano Mario Delpini ha detto che è necessario approfondire l’impatto della struttura sul contesto. "L’arcivescovo è come sempre illuminante, quando parla d’impatto da approfondire. Anche dal punto di vista economico l’impatto dell’allontanamento delle squadre da Milano sarebbe devastante", afferma Samuele Piscina, consigliere comunale di Milano e segretario cittadino della Lega. "Viviamo una crisi pianificatoria e d’identità causata da chi amministra la città – prosegue -. Mai nessuna amministrazione, tranne evidentemente quella attuale, si sarebbe sognata di allontanare incoscientemente Milan e Inter dalla città. Temo che ormai si sia giunti alle battute finali. Ora la disperata corsa ai ripari del sindaco Sala sembra più uno specchietto per le allodole".

Alessandra Zanardi

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro