Gestione di cava e laghetto. Lettera di fuoco al sindaco

Cittadini all’attacco: "Incontri per decidere i lavori poi nulla, e il Comune tace"

Gestione di cava e laghetto. Lettera di fuoco al sindaco
Gestione di cava e laghetto. Lettera di fuoco al sindaco

Doveva essere una sorta di compensazione ambientale per chi abita nelle vicinanze della cava e da quasi due decenni sopporta il viavai di camion, betoniere, polvere e fango. Un Patto di collaborazione per la gestione condivisa di una parte del laghetto e della cava di via Dei Boschi, sottoscritto tra amministrazione comunale, la proprietà Monvil Beton e l’associazione di cittadini Infindelafera. Era l’8 novembre 2021. Oggi a distanza di due anni e tre mesi, il Patto è rimasto lettera morta. E se il Comune tace, i cittadini no. Nelle scorse ore hanno deciso di inviare una lettera per chiedere spiegazioni ricordando le battaglie fatte per ottenere la restituzione a uso pubblico di una parte dell’area del laghetto. "Quando a marzo 2006 è stata rinnovata l’autorizzazione a cavare con la proprietà, il Comune aveva sottoscritto una convenzione nella quale si prometteva la restituzione ad uso pubblico di una porzione di area con laghetto. Quella convenzione è rimasta nel cassetto fino al 2019 quando, finalmente, l’amministrazione comunale ha adottato il patto di collaborazione, attraverso il quale i beni pubblici possono essere gestiti anche grazie all’attività di associazioni e cittadini volontari.

Noi ci siamo subito candidati per la gestione di quella parte della cava, fatto incontri e proposte sull’uso di quell’area - spiega Luciano Santambrogio, portavoce di Infindelafera - finalmente a novembre 2021 è stato sottoscritto il patto di collaborazione. Ci sono stati anche degli incontri per decidere che tipo di lavori. Poi nulla, nonostante le nostre sollecitazioni. Abbiamo scritto più volte al Comune senza ricevere nessuna risposta". Ora i cittadini che hanno creduto in quel Patto alzano la voce, da una parte c’è Monvil Beton che non ha ancora fatto i lavori necessari per aprire la parte cava con laghetto all’uso pubblico e dall’altra, l’amministrazione comunale non sarebbe mai intervenuta per chiedere alla società il rispetto degli accordi sottoscritti nel 2006 e nel 2021. Il condizionale è d’obbligo perché il Comune è latitante anche nel rispondere all’associazione Infindelafera. "Nella realizzazione di questo progetto la nostra Associazione ha investito tempo ed energie - conclude - ci chiediamo quando, e se, questa Amministrazione valuterà di far valere il diritto del Comune, e dei cittadini, al riconoscimento delle compensazioni e dei risarcimenti dovuti da Monvil Beton a fronte dello sfruttamento di territorio comunale".

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