Milano, 3 luglio 2020 - Cinque persone sono state arrestate (due in carcere e tre ai domiciliari) e 78 indagate per matrimoni fittizi e falsi esami di conoscenza della lingua italiana per favorire l'immigrazione clandestina. 

L'operazione, denominata 'Falsa Promessa', è stata condotta dalla polizia di Milano. L'attività investigativa, coordinata dalla procura, si è svolta nei confronti di cittadini stranieri, prevalentemente nordafricani, titolari di CAF o centri disbrigo pratiche per extracomunitari, e ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 5 persone (due italiani e tre stranieri) responsabili, a vario titolo, dei reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, induzione al falso ideologico in atti pubblici, corruzione e rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio, dietro compenso di denaro. Un contesto di diffusa illegalità, approfittando dello stato di bisogno, dell’ignoranza e delle difficoltà di cittadini extracomunitari desiderosi di regolarizzare la propria posizione sul territorio nazionale.

Ragazza denuncia matrimonio fittizio

L’indagine trae origine dalle dichiarazioni di una ragazza costretta a contrarre un matrimonio fittizio con un cittadino egiziano allo scopo di permettere a quest’ultimo di conseguire il permesso di soggiorno e regolarizzare la propria posizione con la normativa in materia di immigrazione. Le attività tecniche di intercettazione e i servizi esterni di osservazione e controllo hanno accertato l’esistenza di una rete di personaggi, prevalentemente nordafricani, dediti a traffici e commerci di varia natura, spesso illeciti, e quindi un complesso di violazioni ed irregolarità con cui sono stati sistematicamente conseguiti documenti propedeutici all’ottenimento del permesso di soggiorno.

False idoneità di residenza

In tale ambito sono emerse le figure di stranieri, spesso ben integrati nel tessuto socio- economico italiano e titolari di agenzie per pratiche per extracomunitari, che si sono proposti quali intermediari, o comunque punti di riferimento, per loro connazionali da cui hanno ricevuto compensi per escogitare brogli utili ad eludere la normativa sul soggiorno. Sono state accertate e documentate false idoneità alloggiative e di residenza, favorite dai contatti tra le agenzie di disbrigo pratiche per stranieri e proprietari di abitazioni compiacenti disponibili, in cambio di denaro, a dichiarare falsamente di ospitare cittadini extracomunitari per facilitare il rilascio di permessi di soggiorno per richiedenti asilo e per ricongiungimenti familiari.

Falsi Cud e buste paga

I titolari dei medesimi centri per stranieri sono, inoltre, risultati in contatto con commercialisti, esperti in materia tributaria e prestanome titolari di finte attività commerciali, in grado di falsificare CUD, assunzioni di dipendenti e relative buste paga, permettendo il conseguimento di permessi di soggiorno agli extracomunitari in grado di ricompensare l’illecito.

Nulla Osta per ricongiungimento familiare

In particolare, con riferimento ai 23 capi d’imputazione contestati, gli indagati, attestando falsamente in atti pubblici fatti dei quali gli atti erano destinati a provare la verità, inducevano in errore i Pubblici Ufficiali della Prefettura di Milano che, sulla base di quella falsa documentazione, rilasciavano il Nulla Osta al ricongiungimento familiare. Così facendo, sono riusciti ad ottenere nel giro di pochi mesi (ovvero tra la fine dell’anno 2018 e i primi mesi dell’anno 2019) ben 24 provvedimenti di Nulla Osta al ricongiungimento familiare a favore dei parenti di 11 stranieri che si sono avvalsi della loro consulenza e dei loro servizi per eludere la normativa in materia d’immigrazione. In sette casi, invece, l’istanza di Nulla Osta è stata rigettata per mancanza dei requisiti richiesti. Negli altri casi, infine, gli indagati si sono prodigati per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno a favore dei loro clienti

Falsi esami di lingua italiana

Inoltre, sono state riscontrate generalizzate e sistematiche irregolarità nel rilascio della certificazione A/2, ottenuta dopo il superamento di uno specifico test di lingua italiana - requisito indispensabile per il conseguimento della carta di soggiorno - in cambio di un adeguato compenso economico. Attraverso intercettazioni ambientale audio e video, i poliziotti hanno dato importanti riscontri riguardo gli illeciti, ovvero consentire agli esaminandi di portare a termine il loro elaborato senza errori o al massimo con un errore già programmato in modo da non destare sospetti in chi sarà successivamente incaricato della correzione, garantendo il superamento dell’esame, il tutto dietro il pagamento indebito di una somma di denaro che si aggira intorno ai 500 euro a persona.