Una scena de “Il Commissario Ricciardi
Una scena de “Il Commissario Ricciardi

Milano, 11 settembre 2019 - «Che serie Tv guardi? Così oggi si rompe il ghiaccio, nasce una conversazione. È un po’ il nuovo “Che musica ascolti?”. Perché in fondo le serie televisive dicono qualcosa di noi». Così Marina Pierri, direttrice artistica di FeST insieme a Giorgio Viaro, ha deciso di dedicare loro un intero festival. Che dopo il debutto a Milano lo scorso anno, quest’anno cresce, cambia location e spalanca le porte al pubblico: dal 20 al 22 settembre anteprime e incontri con i protagonisti e gli addetti ai lavori completamente gratuiti (l’anno scorso nonostante fossero a pagamento si era registrato il sold-out in Santeria). «FeST è nato per generare dialogo intorno al fenomeno della serialità televisiva, unendo sia i broadcaster, che sono al centro della manifestazione, sia il pubblico - spiega Pierri -. Il format del festival è molto articolato e “immersivo”, oltre alle classiche anteprime al centro c’è il piacere di riappropriarsi della dimensione collettiva anche per la serialità televisiva, che per antonomasia è concepita come visione privata. Vogliamo festeggiare la collettività della serialità, lo scambio». Cambiano gli spazi: dalla Santeria ci si sposterà in Triennale Milano, «che non è semplice location ma nostro partner, ha voluto FeST, c’è comunione d’intenti», continua la direttrice artistica. La kermesse è patrocinata dal Comune di Milano e da Apa, l’associazione produttori audiovisivi, ed è prodotta da Bdc e Dude in collaborazione con Triennale.

Milano è centrale: il primo festival italiano dedicato interamente alla serialità televisiva si lega a doppio filo anche con la Movie Week, Book City, il Milano Film Festival e - non è un caso - cade nel cuore della settimana della moda. «Una settimana di grande vitalità per la città che è sempre più epicentro fondamentale per la cultura nel mondo - sottolinea Marina Pierri -. Nel programma sarà dedicato uno spazio alla moda». Le carte e i nomi - nei dettagli - saranno svelati venerdì, ma ecco un primo assaggio, a cominciare dal filo conduttore: “Breaking Stereotypes”. «Vogliamo celebrare quest’anno le serie tv che annullano stereotipi - annuncia la direttrice artistica -, ci avvaliamo anche della collaborazione dell’associazione Diversity di Francesca Vecchioni. In anteprima avremo “Euphoria”, con Sky Atlantic, la serie che ha già fatto parlare di sé oltreoceano, innovativa nel linguaggio e inclusiva, abbatte stereotipi di genere, sull’identità sessuale e il corpo femminile». Ci saranno momenti culturali per riflettere sull’interdisciplinarità e il legame fra fiction, letteratura e filosofia, e momenti più ludici, di intrattenimento. Un’“area kids” sarà dedicata alle serie tivù pensate per i bambini con personaggi amati e vera novità sarà una sezione “Industry” molto nutrita con i protagonisti della filiera, anche di livello internazionale. Non mancheranno special guest, fra cui Lino Guanciale, che arriverà in Triennale: ci sarà una vetrina infatti sulla prossima serie Rai, “Il Commissario Riacciardi”.