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18 lug 2022
laura lana
Cronaca
18 lug 2022

Delitto Loprete, in cerca di risposte

Ora l’incidente probatorio per Gianluca, reo confesso dell’omicidio con smembramento del corpo del padre

18 lug 2022
laura lana
Cronaca
La Scientifica porta i resti di Antonio Loprete fuori dalla casa dell’omicidio
La Scientifica porta i resti di Antonio Loprete fuori dalla casa dell’omicidio
La Scientifica porta i resti di Antonio Loprete fuori dalla casa dell’omicidio
La Scientifica porta i resti di Antonio Loprete fuori dalla casa dell’omicidio

Sesto San Giovanni (Milano) - ​Si celebrerà oggi l’incidente probatorio nell’ambito dell’indagine sull’omicidio di Antonio Loprete, il 57enne dirigente di banca, che è stato fatto a pezzi in camera da letto, dove è stato trovato dai carabinieri la mattina del 12 giugno. A chiamare il 112, quella domenica, fu il figlio Gianluca: "Correte, ho ucciso mio padre. Ho fatto una cazzata". Queste, insieme a poche altre, sono state le uniche parole pronunciate dallo studente 19enne, che viveva insieme al padre in via Saint Denis. Da quel momento il giovane è rimasto sempre in silenzio: sia in caserma con i militari, ai quali aveva risposto solo a domande generiche sulla sua vita, sia con i due avvocati che si sono succeduti in questo mese, sia durante i colloqui in carcere con la madre, arrivata dall’Austria dove vive da qualche anno.

Durante l’udienza di oggi, potrebbe essere disposta la perizia per accertare le capacità di intendere e di volere di Gianluca. In queste settimane le indagini della compagnia di Sesto hanno cercato di ricostruire il contesto sociale e clinico della famiglia Loprete. Entrambi soffrivano di depressione ed erano in cura da tempo: Antonio addirittura dal 2005, con una situazione diventata invalidante negli ultimi mesi, tanto da allontanarlo dal lavoro in Bpm, mentre Gianluca aveva iniziato a manifestare dal 2015 gli stessi sintomi, cui si erano aggiunte manie di persecuzione (anche se non diagnosticate da nessun referto psichiatrico). Oltre cento pagine di documentazione sanitaria e di cartelle cliniche sui due Loprete sono state consegnate al pm. Si è conclusa nei giorni scorsi anche l’analisi, affidata a un perito, del materiale informatico che è stato sequestrato dall’appartamento di via Saint Denis.

Dai cellulari e dal pc non sarebbe uscito nulla di rilevante. "Pulite" le chat di Gianluca, dove appaiono solo i messaggi con la madre e il padre, e nessuna condivisione di possibili intenti omicidi né visualizzazioni di pagine sospette. L’unica nota che è stata segnalata riguarda una ricerca web fatta dallo studente su farmaci stordenti, ma il perito non è riuscito a indicarne il periodo. L’autopsia aveva infine confermato la compatibilità tra l’efferato delitto e l’unica arma, che i carabinieri avevano trovato nell’appartamento di via Saint Denis: un coltello da cucina.

 

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